POZZUOLI – Si è tenuto sabato 24 novembre, presso la Chiesa Santa Maria della Consolazione, l’incontro tra l’equipe di ricercatori del progetto SPES (Studio di Esposizione della Popolazione Suscettibile) e i 16 volontari  puteolani che, attraverso il circolo Acli Dicearchia, hanno aderito nel 2016 alla campagna promossa dalla Regione Campania in accordo con l’Istituto dei Tumori “Pascale” di Napoli e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici.

IL PROGETTO – Nasce “dall’esigenza di proporre uno studio innovativo sull’epigenetica e sui biomarkers ad un campione di popolazione sana della Terra dei Fuochi, visto che da almeno tre decenni vaste aree delle province di Napoli e Caserta sono state oggetto di una alacre attività illecita costituita da sversamenti incontrollati di rifiuti industriali e urbani”. Lo studio SPES è uno “studio di biomonitoraggio che si propone come endpoint primario: quantificare direttamente in un ampio campione di popolazione (4200 soggetti dell’età compresa tra i 20 ed i 50 anni,) l’effetto dell’esposizione ambientale tramite l’impiego di biomarcatori di esposizione, biomarcatori di effetto e biomarcatori genetici di suscettibilità individuale (nesso di causa ambiente-salute)”. Nello studio SPES i Campi Flegrei sono annoverati tra le aree ad alto impatto, in quanto zone fortemente antropizzate, con uno scarso stato dei corpi idrici sotterranei e nella quale sono presenti numerosi siti potenzialmente contaminati.

L’INCONTRO – Durante la giornata i volontari hanno incontrato l’equipe operativa del progetto e precisamente i dottori: Maurizio Montella, Rino Cerino, Carlo Buonerba, Bianca Pierri, Antonio Pizzolante e Antonio di Stasio. L’equipe ha informato i presenti sullo stato di avanzamento del progetto, ha consegnato loro i dati relativi alla presenza dei metalli pesanti nel loro sangue e ha definito i successivi stadi da affrontare. SPES, infatti, è uno studio di lunga durata che analizzerà, in un ampio arco temporale, quali ricadute avrà l’esposizione agli agenti inquinanti sulla salute dei volontari stessi. Un riconoscimento va rivolto a chi con impegno, coraggio e dedizione sta realizzando tali obiettivi. Vanno senza dubbio ringraziati per generosità e senso civico anche e soprattutto i volontari: Valentina Buccolini, Linda Musto, Geny Cipolletta, Pina Cipolletta, Luca Felace, Alessandro Baldinotti, Nicola Schiano, Barbara Caso, Carolina Monaco, Serena Girotti, Futura Serpico, Alessandro Martino, Giovanna Di Francia, Giusi Nardi, Rosario Zanni, don Pierpaolo Mantelli, quest’ultimo anche per l’ospitalità.

LA NORMATIVA – Nel contempo va sottolineato che la legge n. 6 del 6 febbraio 2014 (meglio conosciuta come legge per la terra dei fuochi) ha stanziato circa 33 milioni di euro per il biennio 2014/2015 per  accertare eventuali danni subiti dalle popolazioni dei 90 Comuni delle province di Napoli e Caserta a seguito dei roghi e del traffico illecito dei rifiuti tossici. Sarebbe opportuno che la Regione, nella massima trasparenza, informasse i cittadini su come sono stati utilizzati i fondi per l’annualità 2014 (già rendicontati) e come si intendono utilizzare quelli dell’annualità 2015, di pari importo, che sono stati assegnati alle 4 ASL nelle scorse settimane.