Il carcere femminile di Pozzuoli

POZZUOLI – «Siamo stati nelle celle del carcere femminile di Pozzuoli per parlare alle detenute e avere un quadro delle condizioni di detenzione, verificando purtroppo che, nella maggioranza dei casi, si stratta di spazi con 10 -11 posti letto e un bagno in condivisione. In un carcere con capienza di 109 ma che ospita 171 detenute, è chiaro che ci si trovi di fronte a un caso di sovraffollamento che rende difficile la convivenza e la gestione complessiva». A dirlo  sono il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Cirillo e le deputate M5S Carmen Di Lauro, Flora Frate e Gilda Sportiello, dopo una visita nel carcere femminile di via Pergolesi.

MEDIATORI CULTURALI ASSENTI – «Abbiamo incontrato alcune detenute straniere che, non conoscendo la lingua italiana, – denunciano – avevano difficoltà a comunicare vista l’assenza in struttura di almeno un mediatore culturale». La visita ha toccato anche l’articolazione psichiatrica con 8 posti letto. «Abbiamo constatato che l’assistenza specialistica psichiatrica segue un principio di turnazione prevalentemente la mattina e della reperibilità nel resto della giornata. Durante il sopralluogo non abbiamo avuto modo di parlare con nessuno del personale psichiatrico». Le tre deputate e il consigliere regionale segnalano anche l’esigenza di una presenza continua di personale specialistico nelle articolazioni nate dal superamento degli Opg. «Sarà uno dei temi che sottoporremo al governatore Vincenzo De Luca in qualità di commissario alla Sanità perché prenda tutte le misure per colmare le carenze viste anche a Poggioreale. Allo stesso modo – annunciano – ci attiveremo sul piano nazionale avviando un confronto col dipartimento di amministrazione penitenziaria per discutere di tutte le criticità emerse durante i nostri sopralluoghi. La visita è stata un esempio di ottima sinergia tra i vari livelli istituzionali. Si può fare rete su temi fondamentali non sempre al centro del dibattito politico ma sui quali da parte nostra c’e’ massimo impegno».