POZZUOLI – Una messinscèna «popolare» e «democratica» quella mostrata dalla compagnia teatrale «Pozzuoli in Palcoscenico» di Enzo La Macchia, presso il Teatro Sant’Artema di Monterusciello. Il genere della sceneggiata napoletana viene esaltato in tutte le sue forme, non solo dagli attori meravigliosamente caratteristici e professionali, ma anche dalla esecuzione delle musiche prodotte da un’orchestra di elementi, e dalle singolari voci dei performer dal vivo. L’opera artistica si chiama «Voce ‘e Mamma» e costituisce, inoltre, il refrain durante i due atti e il quadro finale eseguito dal simpatico La Macchia. Tale pièce è stata organizzata da Salvatore Esposito, in seguito la regia è stata affidata al Maestro Salvatore Conte, mentre la direzione artistica è di Tony Palmentieri (che fa anche l’attore-maschera nello spettacolo). Il cast è costituito da: Barbara Bini, Michele Ioffredo, Rita Costa, Nino Ferrara, Simona Chiaro, Laura Bini, Elda Napoli, Alessandra Vispo, Coccolino Napoli; e con le bambine Federica Vispo, Chiara Gaudiero. L’aspetto tecnico commissionato a: Faraso (luci), Aletta (scene), Carbone (orchestra dal vivo).

UNA FOLLA PLAUDENTE –  Tanto apprezzata la storia dal pubblico in sala, poiché l’anima della sceneggiata napoletana è stata sviscerata nella sua forma più tradizionale, seguendo il filone partenopeo portato in gloria a metà ‘900 dal grande Maestro Mario Merola, nominato da tutti: «O’ Re della sceneggiata». L’emozione nasce nel momento in cui l’interprete non si fossilizza limitatamente alla performance canora, bensì accentua ed appicca il proprio sentimento intimo, proiettandolo empaticamente sul pubblico nel momento in cui l’attore è sottoposto ad eventi tragici o difficili dall’esistenza. È un processo che si sviluppa similmente nell’opera lirica italiana, perché la magia scenica è sempre duale: recita e cantato. Nella sceneggiata, però, è inclusa la distintiva lingua napoletana, che valorizza le vocali melodiose delle parole e glorifica il fraseggio musicale.

UN DRAMMA VARIEGATO – Il drammatico si confonde con l’aspetto popolano, i conflitti familiari e le relazioni interpersonali sono messi a dura prova dalle contingenze esterne. «La sceneggiata è comica, drammatica e musicale – dichiara il regista e suggeritore Salvatore Conte -, e la canzone da noi eseguita “Voce ‘e Mamma” è nata nella prima parte del ‘900, di conseguenza è molto antica. La nostra compagnia è stata formata più di vent’anni fa a Pozzuoli, eravamo ragazzi quando abbiamo incominciato ad innamorarci del teatro». È la vicenda funesta di una madre semplice e protettrice della figlia dalle azioni del cattivo detto comunemente «’O malamente», ciò nondimeno gli altri due personaggi principali sono: l’eroe buono chiamato «Isso», e l’eroina positiva «Essa» che deve risolvere le circostanze negative proposte dall’ingrata vita. La parte comica, tuttavia, bilancia l’equilibrio degli eventi, e fa divertire con fragorose risate l’intera platea entusiasta. Insomma, smuoviamoci dai divani, e la prossima volta tutti a vedere la compagnia «Pozzuoli in Palcoscenico», per stemperare le tensioni settimanali con il potere della musica e della risata.