L'ingresso del bar-tabacchi "Eni" di Lucrino

POZZUOLI –  Alle 5 e 18 minuti davanti agli occhi elettronici delle telecamere di sorveglianza appare un’automobile scura.   Dentro ci sono 4-5 uomini. Fermano la vettura davanti all’ingresso del bar-tabacchi della stazione di servizio “ENI” di Lucrino, la stessa che nel marzo scorso fu assaltata per ben 3 volte in 14 giorni. Fuori è ancora buio, in lontananza si vedono i fari di alcune auto percorrere quel tratto di via Miliscola. Incuranti di tutto, i malviventi iniziano a forzare la serranda metallica. Forse con l’ausilio di attrezzi da scasso in 3 minuti riescono a strapparla letteralmente dal muro, spaccando il vetro della porta. Una volta dentro, in due si precipitano verso il bancone. Indossano una tuta che gli copre perfino le scarpe. I loro volti sono coperti da passamontagna, le mani da guanti per non lasciare tracce. Con le labbra mantengono una torcia per fare luce.

IL SACCHEGGIO –  Una volta nel locale, si dirigono spediti verso l’angolo dove ci sono la cassa, le sigarette e i “gratta e vinci”. Sembra quasi che conoscano il posto, sanno con precisione dove si trova l’obiettivo. Intanto fuori ci sono gli altri complici, probabilmente uno attende in macchina e un altro sarà appostato da qualche parte a fare il  “palo”. Dentro inizia la razzia. In maniera farraginosa arraffano i pacchetti di sigarette dalle mensole facendoli cadere in un secchio. Poi prendono i “gratta e vinci”, il contenitore di banconote della cassa, alcuni soldi in contanti e il personal computer di uno dei titolari. Il tutto si svolge con grande rapidità: dal momento dell’arrivo a quello della fuga passeranno appena 8 minuti. Una volta ripulito il bancone staccano un maxi schermo dalla parete e si dirigono nella saletta delle slot machine dove uno dei malviventi effettua un paio di tentativi a vuoto per buttare a terra i dispositivi.

Ciò che è rimasto delle sigarette

IL BOTTINO –  Intanto è in funzione l’antifurto del locale che era iniziato a suonare dopo il loro ingresso. L’SOS è arrivato contemporaneamente alla centrale operativa dell’istituto di vigilanza privata e a casa dei due titolari che, paradossalmente, arrivano sul posto prima dei vigilantes ma appena qualche attimo dopo la fuga dei malviventi. In tutto, la banda riesce a portare via un bottino di circa 25mila tra sigarette, “gratta e vinci”, denaro contante, un pc e un maxi schermo. Al furto, per i titolari del bar-tabacchi, vanno ad aggiungersi anche oltre 5mila euro di danni. Sul posto, venerdì mattina, giungono anche i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli che avviano le indagini.

LA RABBIA –  Amaro lo sfogo da parte dei due titolari dell’attività commerciale, Francesco Aiello e Ciro Barbera «Siamo stufi, non ne possiamo più. Le istituzioni non ci aiutano, non  ci proteggono, lo Stato è presente solo quando dobbiamo pagare le tasse. Noi diamo a loro tanto mentre loro non danno niente a noi. Ci fanno vivere alla mercé di questi delinquenti che non hanno nulla da perdere e che in pochi minuti rovinano anni di sacrifici. Tutto ciò è inaccettabile, di questo passo saremo costretti a chiudere»

GENNARO DEL GIUDICE

LE FOTO (di Angelo Greco)
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