POZZUOLI – In seguito al nostro articolo del 30 Marzo  nel quale si rilevava un lieve calo della percentuale di raccolta differenziata (http://www.cronacaflegrea.it/pozzuoli-tari-giu-del-3-5-ma-cala-lievemente-la-raccolta-differenziata/), ci è giunta una email esplicativa dell’Assessore all’Ambiente, Fiorella Zabatta, in cui si sostiene che la diminuzione registrata dal sito Mysir  sarebbe solo apparente.  Le spiegazioni fornite non sono però del tutto convincenti. Pubblichiamo integralmente il testo ricevuto e le nostre riflessioni.

LE PRECISAZIONI – «Il dato che vede la percentuale di raccolta differenziata a Pozzuoli diminuita di 1,8% tra il 2016 e il 2017 non è corretto, in quanto tale diminuzione è solo apparente. La percentuale del 2016, 77,6%, infatti, comprendeva anche l’attività di sfalcio e potatura. La percentuale del 2017, 75,8%, invece, non la comprende e fa riferimento alla sola raccolta differenziata. Di conseguenza se alla percentuale della raccolta differenziata 2017, si sommasse anche la risultanza di sfalcio e potatura (così come fatto nel 2016) pari al 2,52%, risulterebbe che, utilizzando gli stessi parametri, nel 2017 il tasso di raccolta differenziata nel Comune di Pozzuoli sarebbe stata del 78,34% (75,82+2,52=78,34) e quindi risulterebbe aumentata dello 0,7% rispetto al 2016. La sottrazione della percentuale dello sfalcio e della potatura nel 2017 è dovuto al fatto che il legislatore ha modificato il decreto n. 152/2006, ed ha considerato, finalmente, il prodotto derivante dallo sfalcio e dalle potature non come rifiuto ma come sottoprodotto. Tale sfalcio, quindi, è reimpiegato sia come compost per la riproduzione all’interno del nostro vivaio (grazie ad una biotrituratrice che polverizza il prodotto), sia come fertilizzante, dopo essere stato trinciato sul posto. A leggere bene i dati, quindi, non c’è stata una diminuzione della percentuale di raccolta differenziata, bensì un aumento dello 0,8% (78,34% nel 2017 a fronte del 77.6% nel 2016). Questo risultato assolutamente positivo si somma a quello altrettanto buono che riguarda la diminuzione della TARI, calata in media del 3,5%.
È da sottolineare che questi risultati ci pongono al primo posto in Campania e in tutto il Meridione per la percentuale di raccolta differenziata. Allo stesso tempo il Comune di Pozzuoli ha avviato una campagna di contrasto al fenomeno dell’abbandono selvaggio del sacchetto coordinando l’ufficio del Ciclo integrato dei rifiuti  (a tutti i livelli: dal dirigente, ai responsabili sul territorio), la società che preleva i rifiuti a Pozzuoli (De Vizia s.p.a.) e la polizia municipale, la cui collaborazione si sta rilevando preziosa per la risoluzione della problematica, che, come è facile immaginare, influisce notevolmente sulla percentuale di raccolta in quanto questi sacchetti rientrano nel materiale indifferenziato. Tutto ciò è supportato da una campagna di comunicazione che entra nelle case dei puteolani e ricorda i giorni e i materiali da conferire, oltre a sensibilizzare la popolazione. Ciò per dire che stiamo migliorando il prodotto-rifiuto per raggiungere percentuali ancora più alte e migliorare le performances».

LE NOSTRE RIFLESSIONI – Sottolineiamo, così come già fatto  nel precedente articolo, che la percentuale di Raccolta Differenziata del Comune di Pozzuoli è da considerarsi in ogni caso un ottimo risultato, ma le precisazioni ricevute non sono, a nostro avviso, del tutto convincenti e proviamo a spiegarne i motivi. Innanzitutto c’è da rilevare che nel comunicato stampa del Comune (30 Marzo 2018) l’Assessore fornisce per la raccolta differenziata un valore pari al 77% che non sappiamo da dove salti fuori. Il dato del 75,82% da noi riportato è quello presente sul sito Mysir a cui il Comune fa riferimento anche nei suoi atti ufficiali. Consultando il sito si può osservare che, contrariamente a quanto affermato dall’Assessore, i rifiuti biodegradabili (CER 20.02.01), comunemente definiti “sfalci e potature”, o almeno parte di essi, vengono considerati nel calcolo della percentuale di raccolta differenziata (quelli esclusi hanno la sigla n.c.).

LA DETERMINA – A conferma di ciò vi è la Determina n° 390 del 06-03-2018 della Direzione Ambiente, nella quale si dice che nel 2017 sono state prodotte circa 1.031,06 tonnellate di “sfalci e potature” (da diserbo cigli e marciapiedi stradali e da conferimento presso le “isole ecologiche” comunali) e che per il loro smaltimento/recupero il Comune ha speso 60€ per tonnellata. Anche per i prossimi anni è prevista la produzione e lo smaltimento/recupero di questa tipologia di rifiuti. Fino ad Agosto 2018 è stato prorogato l’affidamento alla ditta che ha svolto il servizio nel 2017 (ad un costo stavolta di 58€/ton) e contemporaneamente è stato indetto un bando biennale (prezzo a base d’asta di 48€/ton) nel quale si legge “che la previsione di acquistare idoneo macchinario di triturazione non ha trovato adeguato riscontro tecnico operativo alla finalità prefissata.”

I NUMERI DELL’ASSESSORE – Il Comune dispone o meno di una biotrituratrice? Alla luce di ciò non riusciamo a capire a cosa si riferisca di preciso l’Assessore quando dice: «…La percentuale del 2016, 77,6%, infatti, comprendeva anche l’attività di sfalcio e potatura. La percentuale del 2017, 75,8%, invece, non la comprende e fa riferimento alla sola raccolta differenziata.» Inoltre, non si comprende da dove venga fuori il valore 2,52% (che guarda caso coincide proprio con quello del sito Mysir per il CER 20.02.01) presente nella nota dall’Assessore e a quale quantità di rifiuti sia riferito. In ogni caso, qualora vi fosse parte di “sfalci e potature” utilizzati nel vivaio del Comune e non considerati nel conteggio della differenziata, per tenerne conto andrebbe sommato il loro peso a quello totale dei rifiuti prodotti e andrebbe ricalcolata la percentuale. L’operazione riportata «(75,82+2,52=78,34)» e la conseguente affermazione «A leggere bene i dati, quindi, non c’è stata una diminuzione della percentuale di raccolta differenziata, bensì un aumento dello 0,8%» quindi non sembrano avere fondamento. Insomma i numeri e le precisazioni dell’Assessore non ci hanno convinto del tutto. Probabilmente sarebbe stato più opportuno fornire un’analisi esaustiva nella sezione dedicata all’illustrazione del servizio, contenuta nel Piano Economico Finanziario 2018, redatto proprio dalla Direzione Ambiente. Riusciamo a leggere ed interpretare i dati che sono reperibili ma non quelli non ufficiali che non sono resi pubblici.

L’ALERT – Infine, per quanto riguarda la qualità della raccolta, proprio nel Piano Economico Finanziario 2018 si legge: “Il consolidamento del risultato raggiunto in termini di percentuale di raccolta differenziata e in generale pulizia della città potranno essere garantiti tuttavia ponendo in essere incisive azioni di contrasto alle diffuse inosservanze del calendario di conferimento dei rifiuti ed alla purtroppo frequente non conformità del prodotto conferito. Si ritiene indispensabile il ricorso a tali misure di contrasto in ragione delle numerose inosservanze registrate negli ultimi periodi in alcuni quartieri della città, nonostante fossero state adottate sistematiche attività di sensibilizzazione della buona pratica della raccolta differenziata”. Dunque è la stessa Direzione Ambiente a lanciare un “alert” sulla qualità della raccolta che trova potenziale conferma anche nell’aumento della quantità di rifiuti indifferenziati prodotti nel 2017.