Alfonso Artiaco

POZZUOLI –  Una serata di grande fermento. Da una parte il “Quarto Polo” riunito all’Hotel Agave, dall’altra il PDL con Pozzuoli Futura che si incontravano in un altro hotel della città. Alfonso Artiaco vuole chiudere la partita, e sarebbe pure ora.  Ma lui dopo i suoi tentennamenti  aspetta ora la decisione dell’UDC, la primadonna di questa stagione di acquisti/cessioni della politica puteolana. Ultimo scenario che va prendendo corpo col passare dei giorni è la costituzione del Terzo Polo. Si proprio così, ciò che sembrava irrealizzabile sta prendendo forma, con l’UDC pronta a dire “No” a Figliolia che attende ormai da 2 mesi. Terzo Polo che appoggerebbe, insieme alle liste civiche di Agostino Magliulo e il movimento di Maria Laura D’Amore, ex “moglie politica” di Filippo Monaco, che dopo il “divorzio” sposa la candidatura di Alfonso Artiaco. Ma se “Terzo Polo” non sarà qualcosa accadrà lo stesso.

IL REGISTA? –  Si perchè l’altro Filippo di Pozzuoli, il “dinosauro” della politica puteolana, è impegnato da giorni in un’operazione “diplomatica”  tesa a spianare la strada a FLI, consentendo così al partito di Gigetto Fiandra di allacciare rapporti con Artiaco, scettico su questo tipo di “apertura”. Contemporaneamente, Tito Fenocchio continua il “pressing” su Procolo Artiaco (UDC), per convincerlo a sposare la causa “Quarto Polo”. E ieri in questo marasma generale che si sono incontrati all’Hotel Agavè di Pozzuoli fautori e simpatizzanti del movimento di Alfonso Artiaco. Insieme a lui c’erano 4 degli ex 6 fedelissimi di Magliulo ovvero Pino Dardano, Andrea Ferro, Antonio Buonaiuto e Mario Cutolo; Sandro Cossiga, Tito Fenocchio, la “longa manus” Filippo Lucignano, un sindacalista del comune di Pozzuoli; Antonio Scotto; e Carmine Morelli. Il quale avrebbe partecipato anche all’altro incontro, quello che contemporaneamente si teneva in un altro Hotel di Pozzuoli, tra Pasquale Giacobbe e Filippo Monaco, che se l’operazione Terzo Polo+Alfonso Artiaco dovesse andare in porto si ritroverebbero sempre più soli.

IL CECCHINO