Il caos a via Napoli

POZZUOLI –  Polemiche intorno alle nuove ordinanze anti-movida selvaggia volute dal sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia. Il tetto ai decibel e il divieto di somministrazione di bevande in bottiglie di vetro hanno fatto storcere il naso a numerosi operatori del settore che denunciano come tali disposizioni penalizzino le attività commerciali. Un giro di vite che ha portato nella serata di venerdì alla sanzione ai danni di una discoteca di Lucrino, “rea” di diffondere musica troppo alta rispetto ai limiti imposti dalla nuova ordinanza. All’operazione di controllo hanno preso parte gli agenti della Municipale di Pozzuoli che dopo aver scoperto la rimozione dei limitatori sonori alle apparecchiature acustiche, hanno provveduto a multare il titolare sequestrando l’apparecchiatura.

FAVOREVOLI E CONTRARI –  Ma se da un lato c’è chi protesta, dall’altro c’è invece chi accoglie con soddisfazione l’ondata di “regole” volute dal nuovo sindaco di Pozzuoli. Infatti, ad esultare per le nuove disposizioni sono i residenti dei punti caldi della movida che vedono una via d’uscita alla situazione di invivibilità venutasi a creare in città da qualche anno a questa parte. Da venerdì scorso quindi, attraverso le 2 nuove ordinanze, è fatto divieto assoluto ai locali dalle 18.00 alle 6 del giorno dopo di non vendere bevande in contenitori di vetro; dalle 22 alle 6 del giorno dopo divieto assoluto di vendere per asporto bevande superalcoliche (gradazione superiore al 21%);  mentre per il controllo dei decibel la musica dovrà terminare alle 24 per i locali di vicinanza e alle 3 del mattino, solo nei fine settimana, per le discoteche. Per i trasgressori sanzioni fino a 5mila euro.

INSORGONO I GESTORI –  L’obiettivo dichiarato del Sindaco è quello di “Far diventare Pozzuoli un centro turistico attrattore di una movida di qualità, garantendo la sicurezza urbana”. Una stretta che nasce dagli ultimi episodi di violenza verificatisi in città specie nei fine settimana, quando le strade del centro storico e di via Napoli in primis vengono prese d’assalto dalle migliaia di avventori che giungono da ogni angolo della Provincia. Disposizioni restrittive dunque accolte con entusiasmo dai residenti ma contestate dagli esercenti commerciali che lamentano disagi. “Così facendo si ammazza uno dei settori più importanti per l’economia cittadina – denuncia il titolare di un lounge bar del centro che chiede di rimanere nell’anonimato – Ben vengono le regole ma queste misure così non fanno altro che penalizzarci oltre che economicamente anche da un punto di vista pratico noi e anche i clienti. Faccio un esempio: se uno vuole una bottiglia di birra da 66  gliela devo mettere in 3 bicchieri. Come se la porta a casa?”