Nel riquadro in alto Marilisa Di Fraia

POZZUOLI/BACOLI –  Dolore  e ricordo in queste ore viaggiano in rete. La tragedia di Marilisa Di Fraia, la 20enne di Bacoli morta venerdì mattina in uno spaventoso incidente a Licola ha segnato un’intera comunità. Bacoli e Pozzuoli sembrano avvolte da un unico alone di tristezza. Ma anche dalla rabbia per una morte che poteva essere evitata. Tante le domande, i “perché” che si susseguono. Come è potuto accadere? Quali sono le cause che hanno provocato la tragedia? Perché il conducente è scappato? Cosa è successo in quei 60 minuti di “vuoto” che gli agenti della Municipale di Pozzuoli stanno cercando di ricostruire? Perché quelle versioni contrastanti e il tentativo di “infangare” le indagini?

FUNERALI –  Risposte che potrebbero arrivare dagli esiti dell’autopsia in programma nelle prossime ore presso il centro di medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli. Il Pubblico Ministero che detiene il fascicolo d’indagine ha disposto gli esami autoptici per capire le cause del decesso. Solo dopo, con ogni probabilità nella giornata di martedì, la salma di Marilisa Di Fraia potrà essere consegnata ai familiari per la celebrazione dei funerali che potrebbero tenersi nella città di Bacoli, dove la giovane viveva insieme ai genitori nella frazione di Cappella.

L'auto della vittima

INDAGINI SERRATE –  Intanto proseguono le indagini da parte degli agenti del corpo di Polizia Municipale di Pozzuoli diretti dal Comandante Carlo Pubblico e dal Capitano Silvia Mignone dopo gli interrogatori serrati che nel pomeriggio di venerdì hanno portato alla denuncia di tre persone.  T.Z., 22 anni, la persona che ha dichiarato di trovarsi alla guida del camion che ha schiacciato l’automobile della giovane; C.Z., padre del conducente e intestatario dell’Iveco Turbozeta e di una terza persona. Nei confronti degli ultimi due l’accusa è di falsa testimonianza nel tentativo, secondo gli inquirenti, di “infangare” le indagini. Mentre per il 22enne, denunciato a piede libero, le accuse sono di omicidio colposo, omissione di soccorso e fuga. Il racconto dei tre sarebbe stato confutato da quello di diversi testimoni che avrebbero assistito all’incidente. Alcuni, infatti, avrebbero atteso direttamente sul luogo dell’incidente la fine dei rilievi per avvicinarsi agli agenti chiedendo di poter testimoniare.

IL DOLORE –  Nel frattempo numerosi sono i messaggi di cordoglio postati in rete attraverso il sociale network Facebook. Parenti, amici, ex compagni di scuola che hanno voluto ricordare Marilisa e che chiedono giustizia per una morte così tanto assurda. “Qui tt noi ora cm ora siamo molto arrabiati e ci sn le giuste motivazioni ma io la cosa ke mi fa arrabiare di piu eh ke la giustizia in qst casi la dv far pagare cara e amara a qst persone xke io penso ke se stiamo su un veicolo dbb stare attenti e nn togliere le vite delle persone e nn a lei ” marilisa di fraia ” un altro angelo ci ha lasciati sl tu ci puoi vegliare da ora in poi nn dimenticarti ke ti voglio e ti vogliamo bene” scrive Pietro. Mentre per Luisa “Nn ci sn parole .. un’altro dolce angelo volato via trpp presto .. Ciao MARìLISA ♥ resterai nel cuore di ognuno di noi …”

GENNARO DEL GIUDICE