POZZUOLI – Una vecchia lite per motivi di confini tra due proprietari terrieri e che dopo quasi 15 anni ancora attende la parole fine, almeno sul fronte giudiziario. E’ quella iniziata con un “contatto ravvicinato” tra un puteolano oggi 51enne ed un suo vicino di podere.

LA LITE E LA REAZIONE – Quest’ultimo aveva scavato una fossa lungo la linea di confine tra le due proprietà. Il puteolano gli aveva strappato via la pala, ricoprendo quanto scavato dal “rivale”. Nel frattempo, era arrivato sul posto anche un parente del puteolano che aveva reagito all’affronto con una presunta minaccia di morte. Il processo di primo grado si concluse con la condanna del “copritore” ad un mese e al pagamento di cento euro. L’accusa nei suoi confronti era di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, in quanto aveva deciso di risolvere la questione con i propri mezzi e non rivolgendosi alle autorità. Assolto il parente che era intervenuto durante la lite.

SENTENZA RIBALTATA – In Appello, però, scatta la prescrizione per il puteolano, ma i giudici di secondo grado non si esprimono circa il pagamento del danno alla parte civile. Da qui il ricorso in Cassazione e l’ultima decisione: si dovrà tornare davanti al giudice civile che dovrà prendere in considerazione quanto deciso in Appello in quanto “non potendosi dare conferma alla condanna al risarcimento del danno in ragione della mancanza di prova dell’innocenza dell’imputato”. Dunque, dopo quasi 15 anni una “semplice” lite per motivi non gravi, dovrà tornare ad essere discussa in un’aula di tribunale.