La storia ha scatenato la "corsa al lotto" da parte dei puteolani

POZZUOLI – In città non si parla d’altro. Una storia incredibile, tutta da verificare, che se vera (e al momento non si hanno conferme “ufficiali”) avrebbe davvero dell’assurdo. Un morto “chiuso in casa”, un matrimonio già fissato e da celebrare e un funerale: 72 – 47 – 63 alias “la meraviglia”, il “morto” e la “sposa”. Sono i numeri della “smorfia” napoletana più in voga negli ultimi giorni a Pozzuoli, venuti fuori da una storia quantomeno singolare che avrebbe come protagonisti una coppia di sposi e il papà di lei, deceduto a poche ore dal fatidico “sì” . Un “si dice” che ha fatto il giro della città flegrea.

 

MATRIMONIO PER FORZA – Una tragedia, un grande dolore che ha sconvolto un’intera famiglia. Ma nonostante ciò, il matrimonio “s’ha da fare”. Ed allora ecco che i preparativi vanno avanti come se nulla fosse successo. Intanto in casa il corpo senza vita dell’uomo sarebbe stato chiuso in una bara-frigo mentre fuori fervono i preparativi per il “grande giorno”. La cerimonia in chiesa è in programma per il pomeriggio mentre la mattina dopo ci saranno i funerali del papà. Intanto la sposa indossa l’abito nuziale, parenti e invitati sono vestiti a festa. Si scende da casa, direzione chiesa. Tutti insieme.

 

FEBBRE DEL LOTTO – Chiusa la porta dentro rimane solo il morto. La funzione può avere inizio. Il parroco – raccontano alcuni testimoni – avrebbe anche dedicato un passaggio dell’omelia a quell’uomo che non c’è più: «Non bisogna giudicare, si stanno realizzando le sue volontà», sarebbero state le sue parole quasi a voler “giustificare” l’inconsueto gesto. Ed è così che i due innamorati durante un torrido pomeriggio di luglio diventano marito e moglie. Finisce la cerimonia, fiori, confetti e auguri da parte di tutti. Qualcuno pensa che la giornata di festa sia terminata nel cortile della chiesa. Ma non è così. Si va al ristorante, la festa può continuare. In città si racconta che i festeggiamenti sarebbero andati avanti oltre la mezzanotte fino alla torta nuziale, le bomboniere ed i saluti finali. Il giorno dopo, i funerali. Verità o leggenda? chi può dirlo? Ma una cosa è certa: in città si è scatenata la “febbre” del Lotto.

 

GENNARO DEL GIUDICE