POZZUOLI – Un tumore alla prostata, come tanti che purtroppo vengono ogni giorno diagnosticati. Ma ad averlo non è un uomo, bensì una donna. Ha dell’incredibile la vicenda riguardante una 52enne di Pozzuoli, che si è ritrovata tra le mani un documento rilasciato dall’Asl nel quale compariva nella casella della diagnosi una patologia che mai avrebbe potuto avere.

NOVE ANNI FA IL PRIMO INTERVENTO – La storia inizia nel 2009, quando la donna scopre di avere un carcinoma mammario. Le viene riconosciuta una invalidità civile del 100 per cento e successivamente viene operata al seno. Dopo tre anni, visto il netto miglioramento delle condizioni di salute, perde anche i benefici previsti dalla legge 104 in materia di assistenza, integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Purtroppo per lei, nel dicembre del 2017 il male torna a farsi sentire.

ERRORE O ORRORE? –  Come da prassi, la 52enne prenota una visita che accerti la “nuova” patologia e la presenza dei requisiti per il riconoscimento dell’invalidità. Tutto si svolge nella sede dell’azienda sanitaria di via Corrado Alvaro, nel quartiere di Monterusciello. Pochi giorni dopo arriva il responso da parte della commissione medica con questa diagnosi: «CA prostata con secondarismi ossei». Nel documento compare anche la percentuale di invalidità riconosciuta alla donna: 80 per cento, nonostante anni prima e per lo stesso male fosse del 100 per cento.

SCUSE MAI ARRIVATE – La donna, assieme al marito, non ci sta e chiede che venga immediatamente rettificato il tutto. Fortunatamente arriva il lieto fine, ma con tanto amaro in bocca. L’errore sparisce e con esso anche quella percentuale di invalidità troppo bassa. «Siamo profondamente dispiaciuti – racconta il marito della donna – Dall’Asl, infatti, non sono mai arrivate scuse per un errore così marchiano così come ci aspettavamo. E’ davvero incredibile».