Un momento del "Pennone a mare"

POZZUOLI – Anche se con undici giorni di ritardo il Pennone c’è stato. Una manifestazione che, al di là delle polemiche sorte nelle scorse settimane e nonostante la data insolita, ha richiamato numerose persone tra cittadini e curiosi. Sicuramente non era il pubblico di sempre, ma d’altronde era inevitabile visto che per molti questo “Pennone di riserva” era privo di significato. Un significato che però invece hanno cercato di dare i “nuovi organizzatori” (e “organizzatori in pectore” per i prossimi anni) della manifestazione che hanno trasformato il “Pennone di riserva” in delle vere e proprie prove generali in vista degli anni a venire. Un cambio nella gestione dell’evento (storicamente affidata ai pescatori puteolani) resosi necessario a seguito dei diversi “incidenti di percorso” che hanno determinato il rinvio della gara prevista come sempre il 15 agosto e che hanno alimentato anche ipotesi di “boicottaggio”.

Il vice-sindaco Marrandino e gli assessori Stellato, Cammino e Fumo

LA POLITICA IN CAMPO – E così, in un clima di una “festa imposta e riparatoria”, verso le 16.30 ha preso inizio la scalata al pennone che ha visto partecipare solo 10 concorrenti dei 15 inizialmente iscritti. Un’assenza che sembra confermare ancora una volta la spaccatura interna al Comitato dei Pescatori. Nessuna aria di festa, ma un’aria di una manifestazione che doveva svolgersi a tutti i costi, questa la sensazione. Pennone finito anzitempo causa pericolo rottura del palo e quando da prendere c’erano ancora due bandierine. Un segnale che per molti rappresenta il continuo della “maledizione” abbattutasi fin dal giorno 15 quando oltre al rinvio del pennone, non seguirono fuochi d’artificio e la statua della Madonna si danneggiò. Un rinvio che però è servito a porre all’attenzione le falle organizzative di una delle feste più antiche della tradizione puteolana ed una delle poche rimaste ancora in vita. Netta rivoluzione, quindi, nella gestione dell’evento che da quest’anno ha visto l’amministrazione “scendere in campo” direttamente allo scopo di rimediare alla caotica giornata dello scorso Ferragosto. Amministrazione che ha deciso di affidare l’organizzazione dell’evento all’associazione “La piazzetta ed i suoi vicoli”, già impegnata in diverse attività promozionali del nostro territorio come i mercatini artigianali di Piazza della Repubblica.

Spettatori assistono sotto ai gazebi

LE NOVITA’ E LE ISTITUZIONI – Ed in effetti il cambiamento c’è stato e lo si è notato da subito: un pennone più “aristocratico e borghese”. Ombrelloni, posti a sedere, palloncini colorati hanno trasformato il Molo Caligoliano in una platea all’aperto con vista sul golfo per godersi al meglio la gara. Cittadini che hanno potuto rinfrescarsi grazie alla distribuzione gratuita di gelati e acqua. Ma a segnare ancora di più il netto distacco tra “nuovi organizzatori” e gli “storici pescatori” è stata la presenza delle istituzioni che al pennone mancavano da decenni in veste ufficiale. Presenti il vice-sindaco Marrandino, gli assessori Fumo, Stellato, Trincone e Cammino e alcuni consiglieri del Partito Democratico. Presente anche don Tonino Russo, parroco di Santa Maria delle Grazie, che ha recitato una preghiera per benedire i concorrenti e l’inizio della gara. Presenze che sanciscono definitivamente un passaggio fondamentale nell’organizzazione di un evento che non può più ammettere errori o distrazioni organizzative (voluti e non). E così oggi la politica ha fatto la sua parte (per molti in ritardo) a conferma delle indiscrezioni di questi giorni che vedevano l’amministrazione già vagliare l’ipotesi della costituzione di un comitato promotore “ad hoc” sotto la guida dello stesso comune allo scopo di preservare una manifestazione ormai secolare. Un comitato da affiancare a quello dei pescatori.

Franco Testa (presentatore dell'evento) e Rosario Garofalo (presidente de "La piazzetta e i suoi vicoli"

LA CONFERMA – Indiscrezioni che sono state confermate dalle parole di Rosario Garofalo, presidente dell’associazione organizzatrice: “L’amministrazione dopo ciò che è accaduto il 15 agosto ha chiesto alla mia associazione di impegnarsi attivamente affinché si potesse far tornare il pennone a Pozzuoli. Amministrazione che ci è stata vicina sia a livello economico che organizzativo. Per quanto riguarda i pescatori posso solo dire che ciò che è accaduto non scalfisce la loro immagine. Essi erano, sono e saranno la storia di Pozzuoli”. E alla domanda se questa edizione potesse essere una prova generale di un nuovo modello organizzativo per gli anni a venire, Garofalo ha sottolineato che “Quello di oggi è un pennone per testare dei nuovi accorgimenti organizzativi volti a valorizzare una festa e una gara da tempo basata su risorse economiche ed organizzative esigue. Questa è la festa che vogliamo”.

L'assessore Franco Fumo tra due partecipanti

IL GIALLO – Dichiarazioni che però si sono tinte di giallo perché non corrispondenti con quelle rilasciateci dall’assessore Fumo riguardo il ruolo svolto dall’amministrazione. “L’amministrazione non ha fornito nessun contributo economico ma si è limitata a scegliere delle persone con esperienze associative e organizzative da affiancare al comitato dei pescatori. Ma – ha concluso Fumo – non un euro in più è stato speso rispetto a quelli previsti dalla determina dirigenziale che stanzia annualmente circa 3.500 euro per la preparazione della festa dell’Assunta”. Una distonia tra le due versioni che conferma come il caos ed il mistero attorno all’organizzazione sia ancora forte e che fa sorgere ancora maggiore dubbi sul non tempestivo intervento della politica, che se avesse fornito lo stesso supporto organizzativo al Comitato dei Pescatori avrebbe evitato la magra figura di Ferragosto. E forti sono le polemiche nel mondo delle associazioni culturali riguardo l’iter poco chiaro attraverso il quale l’amministrazione ha scelto quella specifica associazione e non altre per l’organizzazione della manifestazione.

UNA “PEZZA A COLORI” Saranno state anche prove generali ma ieri a molti è sembrato un rimedio privo di significato e voluto a tutti i costi per risollevare l’immagine della città e delle diverse personalità (istituzionali, civili e religiose) attaccate aspramente nei giorni scorsi in particolare modo sui social network. Critiche che non hanno risparmiato nessuno: amministratori, organizzatori e chiesa, quelle stesse persone che ieri però hanno ricevuto delle targhe commemorative per l’impegno profuso a favore dell’evento, impegno per molti profuso troppo tardi. Ma dopo ieri la domanda più ricorrente è: quale sarà il ruolo dei pescatori in futuro? resteranno co-organizzatori o semplici concorrenti?

ALESSIO GAMBARDELLA

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