POZZUOLI C’è tensione tra i lavoratori portuali e l’amministrazione comunale. Al centro la futura gestione dell’area parcheggio sul molo Caligoliano. E’ qui che coloro che da anni coadiuvano le operazioni di imbarco e sbarco vorrebbero lavorare, soprattutto dopo il forte ridimensionamento a cui sono andati incontro che ha portato anche alla cassa integrazione.

ADDIO ANCHE ALLA CASSA INTEGRAZIONE – In pratica, dopo il via libera della Regione al pieno utilizzo da parte del Comune di Pozzuoli di ben 175 metri di banchina per la sosta di veicoli, per i portuali in difficoltà si sarebbe aperto uno spiraglio di lavoro. Ma a complicare il tutto c’è il bando per l’assegnazione del servizio parcheggio. Via Tito Livio sarebbe intenzionata a lanciare una gara aperta a tutti gli operatori del settore. Ma i portuali non ci stanno, vorrebbero una via preferenziale dopo anni di lavoro svolto nel porto della loro città. Alle già note complicazioni, se ne aggiungono altre: in 12 erano stati messi in cassa integrazione, ma nel frattempo il riconoscimento dell’ammortizzatore sociale è stato riconosciuto ad un numero molto più basso di portuali: appena due per poi sparire del tutto.

VINCOLI DI LEGGE – Dunque, la gestione diretta dell’area di sosta da parte dei lavoratori del porto sarebbe per loro ossigeno. Ieri mattina l’incontro tra le parti è finito a dir poco male, ma il sindaco Vincenzo Figliolia sembra non voler chiudere del tutto la porta. «Capisco il problema sociale dei portuali – spiega il primo cittadino – Nel caso di bando per l’assegnazione ad una società, per la gestione, farò presente la loro situazione. Certamente non posso dare certezze che da domani si ritorni al lavoro. Oltretutto ci sono vincoli di legge e burocratici da rispettare. Ma il dialogo resta importante».

UN ANNO DI GELO – Un dialogo, però, che già nel recente passato si era interrotto bruscamente. Bisogna fare un passo indietro, precisamente al febbraio dell’anno scorso. Spuntò l’ipotesi di far transitare per il porto alcuni mezzi pesanti che avrebbero trasportato balle rifiuti «biostabiizzati», diretti in Romania. Per i portuali sarebbe stata un’occasione di lavoro, ma dal Comune arrivò un secco rifiuto. E in un anno pare che i rapporti tra le due parti non siano più migliorati.