POZZUOLI – Era stato arrestato, processato, condannato e poi assolto dall’essere stato l’ideatore di alcuni attentati incendiari nei confronti di sale bingo nel frusinate, chiedendo infine il risarcimento per ingiusta detenzione. Per il puteolano Aldo Coiante, però, è arrivata la doccia fredda.

BLOCCARE LA CONCORRENZA – Per l’uomo, puteolano, ma da anni residente a Roma e titolare di diverse sale da gioco, non ci sarà alcuna riparazione in denaro per la misura cautelare che gli venne applicata dopo la indagini della polizia. Indagini che riguardarono una lunga serie di incendi dolosi avvenuti tra il 2004 ed il 2008, commessi – secondo la tesi dell’accusa – per bloccare la concorrenza nel settore delle sale bingo. Dopo una prima bocciatura arrivata dalla Corte di Appello di Roma, il 61enne si è rivolto alla Cassazione, ma rimediando un altro diniego.

I REATI CONTESTATI – Nonostante l’assoluzione (le accuse a suo carico erano di crollo di costruzioni, danneggiamento, incendio, detenzione e porto di esplosivi) infatti, i giudici si sono soffermati sulle dichiarazioni dell’uomo, ritenute mendaci, riguardanti l’anno in cui conobbe uno dei coimputati nello stesso processo.

LA MENZOGNA – Una “mossa” che secondo i giudici di secondo grado sarebbe stata pensata per sottrarsi ad uno degli episodi incendiari, e che dunque avrebbe posto il puteolano «In una condizione non limpida». Nel dispositivo si legge, inoltre, che il giudice «deve valutare la condotta tenuta dal predetto sia anteriormente che successivamente alla sottoposizione alla misura». In pratica, avendo mentito con lo scopo di fuorviare la ricostruzione dei fatti, Aldo Coiante avrebbe avuto un comportamento «non improntato a chiarezza e soprattutto incongruente con altri elementi probatori».