Il Duomo di Pozzuoli

ORE 19.34: IL DISASTRO – Trentadue anni fa alle ore 19.34 il panico. Una scossa di circa 6,9 della scala Richter durata circa 90 secondi con un ipocentro di 30 km di profondità, colpiva l’area della Campania centrale ( Irpinia ) e della Basilicata centro – settentrionale. I danni furono incalcolabili, paesi rasi al suolo, 8.000 feriti e quasi 3.000 morti. Anche a Napoli il terremoto causò il crollo di alcuni edifici fatiscenti e soprattutto quella palazzina a Poggioreale in via Stadera, provocando 52 morti. Da quel giorno la storia della città di Napoli non fu più la stessa. Con i finanziamenti ricevuti dai governi, la città partenopea si rilanciò solo in parte. Rilancio definitivo che ancora oggi si attende.

POZZUOLI E IL RIONE TERRA – Quel giorno non lo dimenticarono nemmeno i puteolani. All’indomani del terremoto del 23 novembre del 1980 il Rione Terra fu nuovamente evacuato. Sì perché dopo lo sgombero del 2 marzo di 10 anni prima ci fu una parziale rioccupazione dell’acropoli puteolana quando con l’abbattimento dei muri di chiusura dei varchi, circa 122 nuclei familiari vi trovarono ospitalità. Il 23 novembre segna la fine della presenza al Rione Terra del Vescovo Sorrentino che più tardi il 13 dicembre fu costretto a lasciare il complesso dell’episcopio. Da quel giorno la fine per il Rione Terra. L’acropoli fu alla mercè di tutti. Il definitivo depauperamento del patrimonio culturale, l’opera di sciacallaggio nei confronti del Tempio di Augusto e del palazzo vescovile furono dal 1981 in poi all’ordine del giorno. Non mancarono all’attenzione dei ladri la chiesa di San Celso che dopo il sisma dell’80 subì gravi danni alle strutture portanti, un niente rispetto a tutto ciò che fu rubato.

MARIO ATTARDI
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