MONTE DI PROCIDA – L’Amministrazione comunale risponde alla società di calcio del Monte di Procida che nei giorni scorsi aveva denunciato la “cacciata” dallo stadio “Vezzuto-Marasco” a seguito della pubblicazione dell’avviso per l’affidamento della gestione del campo di via Torrione. Secondo la società della famiglia Marasco “l’amministrazione comunale non avrebbe voluto concedere loro il rinnovo del contratto di gestione dell’impianto, sebbene contrattualmente previsto, dopo 5 anni di gestione da parte della società gialloblù”. “Fatti” raccontati attraverso un comunicato stampa a cui l’Amministrazione Pugliese ha risposto rigettando al mittente ogni accusa e annunciando perfino di adire alle vie legali per “tutelare l’immagine dell’Ente”.

Stadio Vezzuto Marasco

LA REPLICA – Ecco la replica da parte dell’Amministrazione comunale di Monte di Procida: “La Monte di Procida Calcio dopo aver rifiutato la proroga del Comune per il prosieguo delle attività agonistiche fino al 30 Giugno, come ampiamente documentato negli atti comunali, grida allo scandalo divulgando notizie false su social e giornali che non verificano preventivamente i fatti. Questo sì che è clamoroso e irragionevole. Non si comprendono gli atteggiamenti vittimistici ed autolesionistici, se non immaginando strumentalizzazioni o, ancor peggio, l’obiettivo di ostacolare il regolare svolgimento del bando con un mirato ostruzionismo. I cittadini devono sapere che l’ente comunale avrebbe rinnovato l’affidamento per un altro quinquennio se solo avesse rinvenuto una stima di calcolo che giustificasse il canone di 125 € al mese! Il Comune di Monte di Procida infatti non è disponibile a derogare su un principio basilare: le strutture sportive pubbliche non si svendono né si regalano a nessuno. Bisogna pagare il giusto. Un principio improntato sulla buona amministrazione e sull’economicità che questa Amministrazione sta applicando con rigore su entrate ed uscite, e che sta consentendo di recuperare somme da reinvestire nel sociale e in servizi, a beneficio di tutta la comunità. Ad esempio, sono state recuperate dalla Rai somme pregresse che non erano neanche conteggiate. È con questi criteri che è stata valutata anche la congruità dei canoni in essere per la concessione degli impianti sportivi. Dunque, un’istituzione statale non può accettare accuse infondate e strumentalizzazioni. L’immagine dell’Ente comunale sarà tutelata anche nelle sedi giudiziarie, denunciando con fermezza alle competenti autorità ogni tentativo di ostacolare il libero svolgimento dei bandi in corso.”