I due sono stati arrestati dai carabinieri

MONTE DI PROCIDA –  Avevano sottratto all’azienda fallita quasi 3 milioni di euro tra beni, crediti e soldi dirottandoli in parte verso le aziende di cognato e nipote. A portare alla luce la frode operata da padre e figlio, sono stati i carabinieri della stazione di Monte di Procida che  hanno dato esecuzione, alle 7 e mezza di ieri mattina, ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Napoli il 1 ottobre scorso per bancarotta fraudolenta nei confronti di P. S. d. C., 69 anni di Monte di Procida e del figlio, D. 37 anni (anch’egli residente del luogo) , entrambi  imprenditori del luogo. Inoltre è stata notificatala misura dell’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria a D. S. d. C, 37 anni  ed a F. C., 53 anni, imprenditori del luogo, rispettivamente nipote e cognato del 69enne.

LA BANCAROTTA –  I primi 2 sono gravemente indiziati che nel triennio 2007-2009, in qualità di amministratori della “Transedil srl” con sede legale a Bacoli e operante nel settore del trasporto delle merci su strada nonché della raccolta e trasporto di rifiuti urbani, speciali e pericolosi,  dichiarata fallita dal tribunale di Napoli con sentenza del 3 marzo del 2010, in base a quanto emerso da accertamenti esperiti dal curatore fallimentare, in concorso fra loro, attraverso molteplici operazioni finanziarie e commerciali, distraevano ovvero sottraevano al patrimonio della ditta fallita, beni mobili aventi un valore pari a 1 milione e 730 mila euro, crediti aventi un valore pari a euro 1 milione 131mila euro e liquidità di cassa pari a 66mila 287 euro Mentre  gli altri 2 soggetti, nipote e cognato del 72enne, concorrevano nel reato in qualità di amministratori unici di altre due imprese, risultate strumentalmente cessionarie di cospicua parte del compendio aziendale della ditta fallita.

GDG