MONTE DI PROCIDA – Ci sono strade, in paese, che sono un pericolo per i pedoni. Dove ogni giorno passeggiare lungo le arterie viarie, raggiungere le proprie abitazioni o attività commerciali è una vera e propria scommessa. Tuttavia, che il promontorio flegreo sia carente in diverse zone di marciapiedi è cosa nota. Il problema sorge proprio laddove insistono i percorsi pedonali, molti dei quali in stato di criticità assoluta, tale da mettere quotidianamente a dura prova l’incolumità dei passanti. Sono infatti necessari vari slalom tra radici sporgenti dall’asfalto, transenne e buche oramai endemiche e mai riparate a sufficienza. Le strade maggiormente disastrate sotto questo profilo riguardano: via Panoramica, via Roma e via Pedecone.

MARCIAPIEDE PERICOLOSO DA SEI ANNI – Sono trascorsi ben sei lunghi anni da quando, dopo diversi solleciti ad intervenire, il marciapiede di via Panoramica è stato transennato senza tuttavia essere messo in sicurezza. Dall’agosto del 2011 il piano rialzato antistante l’Istituto Comprensivo Statale “Amerigo Vespucci” e che dovrebbe salvaguardare l’incolumità dei pedoni (per lo più studenti nel caso specifico), rappresenta, paradossalmente, un pericolo per tutti gli utenti che percorrono suddetta arteria. Lo stesso risulta ad oggi in parte delimitato da una struttura in ferro ed in parte disastrato con qualche transenna posizionata qua e là a far ulteriormente da barriera al transito dei pedoni. A destare preoccupazione è soprattutto il fatto che ad essere penalizzati sono proprio i bambini, i quali, non potendo usufruire del marciapiede, all’uscita di scuola si ritrovano costretti ad invadere la carreggiata.

I PERICOLI – In via Roma ed in via Pedecone la situazione non è di certo migliore. Tutt’altro. Il rischio di cadere è sempre “in agguato”, soprattutto in via Pedecone, svincolo cruciale in quanto percorsa da pedoni d’ogni età e ad ogni ora del giorno. Questo perché oltre ad essere vicina ad una scuola elementare, conduce altresì a diverse attività commerciali dislocate lungo la zona e all’Ufficio Postale del paese. Insomma, se non è questo il degrado, sicuramente è abbandono. Delle strade. Dei cittadini.