I residenti da giorni spalano il fango dalle loro abitazioni

POZZUOLI –  A Licola sembra che il tempo si sia fermato, case e campi rimangono ancora ricoperti dal fango. Dopo dieci giorni i residenti di via Bambù e via Madonna del Pantano brancolano nel vuoto in attesa che arrivino gli aiuti. La situazione è grave, c’è il timore di epidemie visto che sotto il fango si trovano ancora i cadaveri di animali in via di decomposizione e gli scarichi dei liquami che finiti nel canale sono straripati. Intanto nell’alveo dei Camaldoli, che dovrebbe essere asciutto visto che non piove, da sabato scorre un liquido rossastro che lascia nell’aria un odore acido.

Un attrezzo da ginnastica in un giardino distrutto dal fango

AIUTI FERMI –  Ma dal fronte aiuti sembra esserci un’impasse: la macchina dei soccorsi come spesso capita in situazioni di questo tipo a Licola pare non sia stata ancora attivata. Tranne per i primi soccorsi, da parte dei Vigili del Fuoco che dieci giorni fa salvarono decine di persone rifugiatesi sui tetti delle loro abitazioni e dopo l’intervento dei due comuni che hanno messo a disposizione gli alloggi, la “solita” macchina di aiuti è ancora ferma. E’ una corsa contro il tempo visto che con il passare dei giorni il fango, solidificandosi diventa come cemento e quindi più difficile da rimuovere.

POLEMICHE –  C’è bisogno di mezzi e uomini, da soli i residenti non ce la fanno. La Protezione Civile dopo aver aiutato i vigili del Fuoco nelle operazioni di primo soccorso, dal giorno dell’alluvione, non hanno ricevuto dai comuni alcuna richiesta di intervento nell’area. Domenica scorsa, ad una settimana di distanza, 24 volontari delle varie associazioni della Protezione Civile sono intervenuti sul posto. «Purtroppo abbiamo lavorato a mani nude e più di liberare gli accessi alle abitazioni non abbiamo potuto fare, c’è bisogno di mezzi, bobcat, camion per rimuovere il fango e poi bonificare la zona» spiega il responsabile del volontariato della Protezione Civile della Regione Campania Pino Mattiello.

Il fango ricopre l'intera area

 

FERMATI I VOLONTARI –   Nemmeno una giornata di aiuti ed è giunto lo stop. «Siamo stati fermati perché dobbiamo attendere nuove indicazioni, quindi ieri siamo stati impossibilitati ad andare sul posto » spiega Antonio Addezio presidente dell’associazione di volontariato “Le Aquile”.   Forte è la rabbia da parte dei residenti della zona, che lamentano l’abbandono da parte delle istituzioni «Nessuno che si sia fatto vivo, vorremmo far vedere al sindaco di Pozzuoli in che condizioni ci troviamo. Perché non vengono ad aiutarci?» si chiede Ciro Pastore, che ha perso casa, lavoro, auto e deposito.

Fabio De Falco - Assessorato Lavori Pubblici del comune di Pozzuoli

L’IMPASSE   negli aiuti che sembra meravigliare un po’ tutti gli addetti ai lavori ma che trova una spiegazione nelle parole dell’assessore ai lavori pubblici del comune di Pozzuoli Fabio De Falco «C’è un problema di competenze in quell’area che appartiene al Consorzio di bacino del Volturno al quale il sindaco di Pozzuoli ha chiesto un intervento immediato. Noi da parte nostra ci siamo attivati sin dal primo momento dando un alloggio alle famiglie senza nemmeno guardare alla titolarità del comune. Abbiamo inviato alcuni fotogrammi della zona al consorzio di Bonifica, scritto alla Regione Campania, alla Protezione Civile e chiesto alla Prefettura che si faccia carico di questa situazione. C’è bisogno di una regia che coordini gli interventi e che faccia i passaggi necessari per risolvere il problema» Intanto oggi scade anche il soggiorno messo a disposizione dai comuni di Giugliano e Pozzuoli, che hanno però annunciato una proroga di altri 10 giorni per le 36 famiglie ospitate in due alberghi della zona.

GENNARO DEL GIUDICE
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