Domenico Monastero

PONTICELLI –  Gli agenti della Sezione Antirapina della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Domenico Monastero, 28 anni, e Giovanni Urio, 18 anni appena compiuti, responsabili, in concorso tra loro, di rapina aggravata. L’episodio era avvenuto il 14 gennaio scorso quando tre giovani, uno dei quali impugnava una pistola – con la mano mancina – avevano rapinato un mini market ubicato in via Maranda nel quartiere Ponticelli, con un bottino di appena 150 euro. Al momento della fuga, le titolari dell’esercizio commerciale erano riuscite a rilevare il modello e la targa parziale dell’autovettura – una Opel Corsa di colore grigio chiaro metallizzato – con la quale i rapinatori si erano allontanati.

Giovanni Urio

LE INDAGINI –  Grazie a questo elemento, la polizia ha avviato una serrata attività info investigativa, acquisendo, tra l’altro, anche i filmati del sistema computerizzato dei cattura-targhe in uso alla centrale operativa della Questura, relativi ai transiti dei veicoli circolanti della zona. I poliziotti della Squadra Mobile sono così risaliti all’intestatario dell’autovettura – la moglie di Monastero – riscontrando peraltro che la macchina era in uso al marito in quanto il predetto era stato controllato dalla polizia a bordo di quella vettura in più di una occasione. Tali elementi, in uno con la precisa descrizione delle vittime, ha consentito alla polizia di risalire all’identificazione di due dei tre rapinatori, vale a dire Monastero e Urio.

LA MANO SINISTRA – La Squadra Mobile aveva già avviato le ricerche dei due quando ieri sera, all’altezza di via Gianturco, gli agenti hanno incrociato proprio la Opel Corsa grigia, con quattro persone a bordo, due dei quali erano proprio Monastero e Urio. Per giunta, all’interno dell’autovettura, sotto il sedile lato passeggero, i poliziotti hanno ritrovato la replica di una pistola semiautomatica di colore nero, del tipo di quelle utilizzate dalle forze dell’ordine, perfettamente identica a quella minuziosamente descritta dalle vittime in sede di denuncia. Quale ulteriore elemento di conferma circa la responsabilità dei fermati, la polizia ha anche scoperto che Domenico Monastero è mancino. Quest’ultimo è stato poi tradotto al carcere di Poggioreale, mentre Urio è stato condotto al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei in quanto era diventato maggiorenne in data posteriore alla rapina, e quindi il 14 gennaio era ancora minore.