QUARTO – C’è attesa per l’esito del ricorso che potrebbe avere risvolti quanto meno clamorosi, come il ritorno di Rosa Capuozzo a sindaco della città. A rivolgersi al Tar sono stati tre ex candidati, primi tra i non eletti alla tornata del 2015, che ora ambiscono a surrogare i “colleghi” che con le loro dimissioni del 29 gennaio scorso hanno portato alla fine anticipata della consiliatura. Ma soprattutto alla sospensione prima e allo scioglimento poi del consiglio comunale. Il ricorso mira dunque a ribaltare quanto deciso dai diversi organi istituzionali intervenuti nella vicenda: la Prefettura di Napoli, il Ministero dell’Interno e la Presidenza della Repubblica.

I MOTIVI – Tutto ruota attorno al “quorum” che sarebbe venuto meno per convocare il consiglio. Dopo le dimissioni di sei consiglieri, infatti, il numero degli eletti presenti nell’assise era sceso ad appena dieci: troppo pochi per poter procedere ai lavori consiliari, andando ad incidere anche sulle seconde convocazioni, dove occorre la presenza di un terzo dei consiglieri. Tutto ciò avrebbe comportato l’impossibilità di procedere alle surroghe dei dimissionari. Questa, in estrema sintesi, la tesi “sposata” da chi ha poi deciso per lo scioglimento dell’organo elettivo. Del tutto opposta la posizione dei ricorrenti, che mirano a demolire quanto stabilito lo scorso febbraio. In particolare, puntano a sottolineare che le norme in materia prevedono lo scioglimento automatico in alcuni casi ben stabiliti. Tra questi, le dimissioni “contestuali” della metà più uno dei consiglieri. Ebbene, a Quarto si sono dimessi in sei e non in 13: questa “l’antitesi” portata all’attenzione del Tar che – dopo una prima discussione avvenuta nella giornata di mercoledì 21 marzo – deciderà definitivamente nei prossimi giorni.