Il feretro all'uscita della Chiesa

MONTE DI PROCIDA/BACOLI –  Una fiumana di persone che accompagna il feretro di Michele avvolto nella bandiera tricolore mentre lascia la parrocchia “Santa Maria del Buon Consiglio”. In lacrime i commilitoni del 21° Genio Guastatori di Caserta del sergente Silvestri , che tra due ali di folla portano a spalle la bara verso l’ultimo viaggio, diretto al cimitero di Cappella, la sua terra, dalla quale partì nel 15 anni fa per arruolarsi nell’esercito. Dietro la bara un militare porta su un cuscino spille e stellette della sua divisa indossata per la prima volta nel 1997. In aria intanto stanno volando centinaia di palloncini tricolore, gli amici accompagnano con lo sguardo il passaggio del “Gigante Buono” che ognuno di loro ha stampato sul petto della propria t-shirt mentre suona il Silenzio rotto dalla disperazione dei familiari, della moglie, del fratello Fortunato e dalle parole di mamma Teresa che urla il nome di Michele. Poco prima dell’inizio del rito funebre un familiare di Michele Silvestri, viene colto da un leggero malore e trasportato in ospedale.

La disperazione della madre di Michele Silvestri

TREMILA –  A salutare Michele Silvestri, il militare ucciso in un agguato avvenuto sabato scorso in Afghanistan ieri a Bacoli c’erano oltre  3mila persone. A Monte di Procida e Bacoli dove è nato e dove viveva Michele con la moglie Nunzia e il piccolo Antonio era lutto cittadino, nelle scuole si stava parlando di pace e solidarietà tra i popoli. Due città unite nel dolore. Una cerimonia semplice, senza retorica, alla quale non sono state ammesse le telecamere. Semplice ma piena di significato l’omelia del vescovo Gennaro Pascarella, che ha presieduto il rito. “Nessuna creatura potrà separarci dall’amore di Dio” dice padre Antonio Cassaro, parroco della chiesa “Santa Maria del Buon Consiglio” dove fino alle 10.34 di ieri e fin dalle prime ore del mattino in migliaia sono giunti per visitare la Camera Ardente allestita per Michele dopo i funerali di Stato di lunedì a Roma. Parole di conforto sono state spese nei confronti della famiglia dai massimi vertici militari, rappresentati dal generale di corpo d’armata Vincenzo Lops, comandante del II Fod che ha detto che la famiglia della Brigata Garibaldi, la famiglia dell’Esercito, non abbandonerà i familiari di Michele.

La t-shirt con l'immagine di Michele

IL SALUTO DEL COMANDANTE –  “Caro Michele ti chiedo scusa se ti do del tu. Grazie per quello che hai fatto. Grazie per quello che sei stato”. Cosi’ si è rivoloto a lui  il generale Vincenzo Lops, comandante del II Fod (Forze operative di Difesa) gli ha rivolto l’ultimo saluto.  Dentro la chiesa è gremita, non c’è nemmeno spazio nel cortile, c’è gente anche lungo la strada, arrampicata sui muretti per regalare l’ultimo saluto ad un giovane di questa terra. “Quando i riflettori su questo evento caleranno, la comunità continuerà ad esprimere la sua solidarietà ai familiari di Michele’ – dice Il vescovo di Pozzuoli Gennaro Pascarella durante l’omelia –  Di fronte al mistero della morte le parole si inceppano. Più difficile parlare quando e’ la morte di un giovane. Sulla croce  il suo grido Padre perchè mi hai abbandonato diventa il nostro grido. – E chiede la preghiera anche per tutti i compagni di Michele. – “Per dare luce a quanti prendono decisioni difficili perchè facciano il possibile affinchè questi fratelli svolgano le loro missioni nel modo più sicuro”.

“CIAO MICHELE” ,  “Silvestri Eroe” sono solo alcuni gli striscioni esposti all’esterno della Chiesa, dove sono presenti il Questore Merolla, il Prefetto De Martino insieme alle più alte cariche provinciali e regionali delle forze armate; i sindaci di Bacoli e Monte di Procida Ermanno Schiano e Francesco Iannuzzi e i gonfaloni dei 4 comuni flegrei; i rappresentanti politici dei vari partiti. Alle 11.35 la bara di Michele è avvolta nel tricolore, riceve gli onori militari da un picchetto del 21esimo Genio Guastatori e l’Italia saluta la sua 50esima ingiusta vittima.

GENNARO DEL GIUDICE

LE FOTO (di ANGELO GRECO)
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