POZZUOLI – Dopo i rincari introdotti nel 2015 dalla gestione Caldoro, una nuova “ondata” di aumenti si abbatte sulle tariffe del trasporto pubblico regionale. Mediamente i biglietti di corsa semplice e quelli orari (TIC) costeranno il 9,1% in più, resteranno invece invariate le tariffe per gli abbonamenti (per i settimanali, laddove previsti, c’è un piccolo aumento ma anche l’estensione a 7 giorni). E’ stato inoltre introdotto un nuovo biglietto, valido per tre giorni, per tutti gli spostamenti interni al Comune di Napoli dal costo di 10 euro ed uno per gli spostamenti in tutta la Regione a 25 euro. Gli aumenti, entrati in vigore lo scorso 8 Maggio, sono dovuti, secondo la Regione, sia all’adeguamento all’inflazione sia alla necessità delle aziende di far quadrare i propri bilanci.

CAMPI FLEGREI – I rincari non risparmiano l’area flegrea nonostante gli aumenti già “penalizzanti” del 2015 a cui non è seguito ancora alcun rilevante miglioramento del servizio. Per gli spostamenti in fascia NA2 (da Pozzuoli e Quarto verso Napoli ad esempio) si passa da 2 euro a 2,20 euro per la corsa singola e da 2,50 euro a 2,70 euro per il TIC. Per gli spostamenti in fascia NA3, che riguardano Bacoli, Monte di Procida e Giugliano, il costo passerà a 2,80 € per la corsa singola e a 3,50 euro per il TIC. Sarà più caro spostarsi anche all’interno dei singoli Comuni e da un Comune metropolitano all’altro. Per la fascia AC1 (Pozzuoli-Pozzuoli, Pozzuoli-Bacoli, Pozzuoli-Quarto, ecc.) per il biglietto singola corsa si dovrà sborsare 1,30 euro e per quello orario 1,70 euro. Per la fascia AC2 (Pozzuoli-Monte di Procida, Pozzuoli-Giugliano ad esempio) si pagherà 2 euro invece di 1,80 euro per la corsa semplice e 2,40 euro invece di 2,20 euro per il biglietto orario. Si tratta di piccoli aumenti, che se sommati a quelli più pesanti del 2015 e alla scarsa qualità del servizio possono scoraggiare gli utenti e spingerli ancor di più all’utilizzo di mezzi propri, con conseguenti ricadute negative su traffico ed inquinamento.

RICORSO POZZUOLI – Contro la struttura tariffaria entrata in vigore nel 2015, il Comune di Pozzuoli, ritenendola penalizzante per l’area flegrea, promosse ricorso che purtroppo sia il TAR sia il Consiglio di Stato hanno bocciato. In particolare, quest’ultimo ha ritenuto corretto il metodo di calcolo utilizzato dall’Agenzia Regionale per la Mobilità (ACAM oggi ACaMIR) per la definizione delle nuove tariffe, sostenendo, inoltre, che l’area flegrea avesse nel passato usufruito di tariffe più basse rispetto agli altri Comuni della Regione.

LO STUDIO – Leggendo il nuovo studio fatto dall’ACaMIR a supporto dei nuovi aumenti in corso, si apprende una cosa un po’ curiosa. La stessa Agenzia ammette che i modelli utilizzati per il calcolo delle distanze tra i Comuni determina degli scostamenti rispetto alle reali percorrenze chilometriche dei mezzi di trasporto. Questo era proprio ciò che sosteneva il Comune di Pozzuoli nel suo ricorso, sottolineando che lo scostamento era più marcato per le linee su ferro. Ad esempio andando in metropolitana da Pozzuoli a Campi Flegrei si percorrono circa 5 chilometri ma si paga come se fossero 20. Lo stesso si verifica per le linee Cumana e Circumflegrea per tragitti analoghi.