Vice presidente Roberto Righetti, nei fatti è lui la gamba mancante del progetto di Di Marino

POZZUOLI – Un anno fa in questi giorni si concretizzava il passaggio dell’Internapoli a Pozzuoli: le indiscrezioni piano piano prendevano conferma e sembrava chiaro a tutti i tifosi puteolani che dopo anni di attesa ritornava la serie D a Pozzuoli. Ad un anno di distanza ora bisogna capire quale sarà il futuro di quel progetto presentato alla città il 13 giugno dello scorso anni a Palazzo Toledo.

IL PROGETTO A DUE GAMBE – Quello che era stato presentato come un progetto a due gambe Di Marino – Righetti con il passare dei mesi è diventato sempre più incentrato sull’imprenditore napoletano e presidente dell’Internapoli prima e della Puteolana 1902 Internapoli poi, perdendo così la “gamba puteolana”. L’apporto di Roberto Righetti al progetto è stato meno incisivo di quanto tutti aspettavano. Dal canto suo Di Marino è stato rimasto stregato dal calore trovato a Pozzuoli e l’idea di lasciare la città per ora non la prende nemmeno in considerazione. Il presidente però è stato chiaro sin dagli inizi della sua avventura all’ombra della Solfatara, da solo non è in grado di garantire un progetto vincente in serie D. Il bisogno di nuovi soci è una necessità vitale se si vuole ambire a qualcosa in più di una salvezza tribolata.

I NUOVI SOCI – Al termine dell’ultimo match interno contro il Grottaglie, interrogato sull’ingresso di nuovi soci Di Marino fu chiaro «Le persone che abbiamo contattato non appartengono alla città di Pozzuoli». Ad un anno di distanza ciò che manca ancora all’ambizioso progetto di Di Marino è la “gamba puteolana”. Aldilà di quanto potrà essere puteolano il progetto i tifosi sono ansiosi di capire che Puteolana sarà, ma senza un quadro societario chiaro è difficile parlare di calcio.

ANGELO GRECO