Gennaro Dell'Aversana, DG della Puteolana

POZZUOLI – Clamoroso Puteolana 1902 – Ischia non si rigiocherà! L’Ischia ha vinto il ricorso contro la precedente decisione di rigiocare la gara, ritorna quindi lo 0 – 2 sul campo.

IL CASO – La Puteolana aveva vinto il ricorso per errore tecnico del direttore di gara, che erroneamente cacciò dal campo Conte dopo una sola ammonizione. Presentendo al giudice sportivo filmati ed immagini che chiaramente testimoniavano l’errore del direttore Proietti di Terni la Puteolana ottenne nel primo grado di giudizio la ripetizione del match, ma a confermare la posizione della Puteolana c’era anche il referto dell’osservatore degli arbitri. Ma ecco che arriva la doccia fredda, l’Ischia fa ricorso e contro ogni pronostico nella serata di venerdì arriva il comunicato della federazione nel quale si ribalta il primo grado, il risultato resta lo 0 – 2 la gara quindi non si rigiocherà.

VINCE L’ISCHIA – A vincere quindi la linea difensiva dell’Ischia, che non si è concentrata sulla genuinità della decisione del direttore di gara ma bensì sulle modalità di decisione del primo grado di giudizio, contestando la prova televisiva che nei dilettanti non è consentita. In poche parole l’errore c’è stato, il danno pure ma non può essere riconosciuto. Quanto espresso oggi del giudice sportiva però contrasta molto contro quanto espresso in primo grado, infatti la decisione di ripetere la gara non era stata presa solo attraverso la prova televisiva. Nella sentenza di primo gradi infatti il giudice sportivo citava anche il referto dell’osservatore degli arbitri.

L’AMAREZZA DI DELL’AVERSANA – Sconcertato ed amareggiato il DG Gennaro Dell’Aversana che senza mezzi termini dichiara «Le società, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara e ogni altro soggetto che svolge attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale sono tenuti all’osservanza delle norme e degli atti federali e devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva. Con questa decisione tutti questi valori vanno a farsi benedire – secondo il direttore lo stesso ricorso messo in atto dall’Ischia è contro ogni valore sportivo – Non riesco nemmeno a comprendere il perché l’Ischia abbia fatto ricorso. Ritengo che dopo quanto dichiarato dal giudice in primo grado per il solo fatto di aver esposto ricorso una sana giustizia sportiva avrebbe dovuto sanzionare la società isolana per violazione della lealtà sportiva». Subito dopo la gara con l’Ischia il presidente Di Marino si dichiarò pronto ad adire a vie legali ordinarie se la giustizia sportiva non gli avesse dato giusta soddisfazione.

ANGELO GRECO