Pozzuoli è ormai ai saluti

POZZUOLI – Manca solo l’ufficialità, ma la storia del basket femminile a Pozzuoli è al capolinea. Inutili gli sforzi degli ultimi mesi i presupposti per iscrivere la squadra al campionato pare non ci siano, Pozzuoli è così pronta a salutare il massimo palcoscenico cestistico nazionale. Dopo sei anni filati di massima serie Palumbo alza le mani, troppo costosa mantenere la serie A/1, troppo forte la crisi economica per pensare di trovare sponsor che aiutino il sodalizio puteolano. Nulla di ufficiale per ora, e non lo sarà fino alla scadenza delle iscrizioni, ma pare proprio che il destino della Pallacanestro Pozzuoli sia segnato. Nessuno ha ancora alzato ufficialmente bandiera bianca ma trovare i soldi per fare un altro anno di A/1 entro l’ultima data utile (il 7 luglio) per iscrivere la squadra al campionato pare una missione impossibile. Pozzuoli dunque è una nuova vittima del panorama cestistico nazionale, dopo che la scorsa estate issò bandiera bianca la Pool Comense, un simbolo del basket in rosa, dopo che Faenza ha abbandonato l’ultimo campionato in corso d’opera anche Pozzuoli è vicina al passo d’addio.

TUTTO SULLA MASCHILE – Come sempre c’è l’altra faccia della medaglia,se piangono le donne gli uomini possono quanto meno avere un mezzo sorriso. Di questa situazione potrebbe giovarne, infatti, la squadra maschile, sulla quale ora potrebbero ricadere tutte le attenzioni della società, anche e soprattutto economiche. I maschi vengono da una grande stagione di C/2, giocata alla grande nonostante il budget fosse quasi pari zero, ora Palumbo vorrebbe puntare forte su di loro, magari chiedendo il ripescaggio in C/1 ed allestire una squadra che punti ad una salvezza tranquilla, partendo da quanto di buono visto quest’anno ed inserendo qualche puntello d’esperienza. Non da escludere che si possa puntare ad una C/2 “vincente” e giocarsi la carta ripescaggio il prossimo anno in caso di mancata promozione. Palumbo sarebbe rimasto molto colpito dall’entusiasmo che la squadra maschile ha suscitato quest’anno, entusiasmo che negli ultimi due anni è venuto meno attorno alla femminile. Proprio ciò renderebbe meno amaro l’addio alla A/1 femminile.

 

ANGELO GRECO