BACOLI – Gli LSU esclusi dal piano per la raccolta differenziata decidono, come forma di protesta, di attenersi rigidamente al loro contratto di lavoro. E così hanno dato il via a uno sciopero bianco iniziato ieri mattina e che, di fatto, apre una vertenza con il Comune di Bacoli che potrebbe sfociare nel mancato allungamento del contratto in scadenza il prossimo 15 ottobre.

operatori della Flegrea Lavoro

LA PROTESTA – Una lunga assemblea ha coinvolto questa mattina i 10 lavoratori socialmente utili esclusi a cui non sarà rinnovato il contratto. Nella riunione svoltasi in mattinata, i lavoratori socialmente utili hanno preso le distanze dal piano dell’ente, sottoscritto dalla stessa Flegrea Lavoro, poiché,  affermano “si ritiene sottostimato il numero dei lavoratori da stabilizzare rispetto alla mole di lavoro che viene garantita all’Ente grazie all’apporto LSU, il cui costo non può essere non contemplato dal bilancio comunale”.  Per questi motivi, i lavoratori socialmente utili hanno deciso di indire uno “sciopero bianco” incrociando le braccia per tutta la mattinata .

IL CONTRATTO – Scade il prossimo 15 ottobre senza possibilità di proroga. L’accordo firmato lo scorso maggio prevedeva una collaborazione per gli Lsu nel processo di raccolta differenziata per uno stipendio di 700 euro mensili al di fuori del compenso già previsto per il lavoratori socialmente utili. Nonostante le grosse difficoltà dovute alle precarie condizioni operative, la raccolta differenziata è stata portata avanti, ottenendo ottimi risultati, grazie al lavoro dei 10 Lsu.

FLEGREA LAVORO – La società municipalizzata ha già fatto sapere al Comune di Bacoli che senza l’impiego dei 10 Lsu il processo di raccolta differenziata potrebbe subire un brusco stop, rischiando così di non raggiungere la media di 50% annui, condizione necessaria per evitare una multa di 700mila euro. Nel progetto obiettivo viene evidenziato attraverso la relazione del responsabile tecnico della Flegrea lavoro Beatrice Fabricatore la necessità di mantenere in organico i dieci operatori.

SOLUZIONE – Il bilancio della partecipata appare ingessato, come del resto quello comunale. L’unica via d’uscita, secondo i responsabili della Flegrea Lavoro, sarebbe quello di attingere i fondi dalle ore di straordinario che i dipendenti della Flegrea Lavoro compiono per l’attuazione della differenziata. Pare che le ore aggiuntive di lavoro superino ampiamente quelle previste per legge ( 180 ore annuali) e che l’operatività messa in campo in queste ore aggiuntive potrebbe essere assorbita nelle normali 6 ore di lavoro, considerando ovviamente le varie emergenze che possono accadere. Per questo motivo pare sia in atto un controllo ferreo sul lavoro degli operatori ecologici per capire se ci sono possibilità di ridurre queste ore di straordinario.

NON CI SONO SOLDI – Con questa famosa frase l’amministrazione comunale spiega il motivo del mancato rinnovo del contratto ai 10 Lsu. “Non ci sono possibilità. In questo momento – afferma il vicesindaco Massa –  non possiamo fare nulla”.

ENZO LUCCI
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