Giovanni Picone sul palco improvvisato del “Chioschetto”

BACOLI – Sono da poco passate le 23 e 30 quando oramai il risultato appare chiaro: Giovanni Picone è il nuovo sindaco della città. Pochi altri minuti per attendere l’esito delle poche sezioni ancora non scrutinate e poi il boato dei sostenitori al comitato di via Gaetano De Rosa. Un centinaio di metri più giù, tra la villa comunale e via Lungolago, è impossibile camminare anche a piedi. Traffico impazzito, bandiere e spumante accolgono l’arrivo in auto dell’avvocato che siederà al Comune. Una ressa che a stento gli concede di pronunciare le prime parole da sindaco, su un palco improvvisato come quello del noto “Chioschetto”: «Dobbiamo riunire questa città» riesce a malapena a dire il nuovo primo cittadino di Bacoli, mentre tutto intorno è un continuo gridare il suo nome.

Nonostante la sconfitta Josi Della Ragione è accolto dalla folla nella villa comunale

IL SOGNO SVANITO – Ma pochi metri più dietro, su quello che è un vero e proprio palco, c’è Josi Della Ragione. Anche per lui una folla ad acclamarlo, nonostante il sogno svanito. Visibilmente provato, ma ancora in forma, tra gli applausi di sostegno sa bene quale sarà il suo ruolo da oggi in poi: «Continueremo a stare tra la gente e sul territorio, onorando i seimila voti avuti al ballottaggio». Ma quando pronuncia il nome del nuovo sindaco, subito parte qualche fischio tra i sostenitori. Un “gesto” per nulla gradito a Della Ragione, che infatti richiama i “suoi” al rispetto dell’avversario.

TENSIONE IN STRADA – Tutto in pochi metri, la gioia di chi ha vinto e la mestizia di chi ci ha (ri)provato. Ma non è stato solo questo durante la lunga notte del dopo voto. A risultato oramai chiaro, brutta la scena all’esterno del comitato a sostegno di Picone. Quando i supporters degli opposti schieramenti si sono ritrovati gli uni di fronte agli altri, dagli sfottò si è subito passati alle offese a contatti fisici non proprio da premio fair play. Saper vincere e saper perdere. E’ da qui probabilmente che la città deve ripartire: la spaccatura è netta e il clima non è dei migliori. C’è tanto, troppo astio tra la “torta” bacolese, tre fette distinte o quasi che non se le mandano a dire. Frutto di una dialettica ancora immatura per una città di quasi 30mila abitanti che dovrebbe ambire a ben altro. Ci riuscirà? A pretenderlo dovrebbero essere i tantissimi bacolesi che sono scesi in strada, i primi veri vincitori di queste elezioni.