La compagnia teatrale dell'associazione "Il Ditirambo"

BACOLI – Prosegue la rassegna estiva “3 Siti in cerca d’Autore”, domenica 25 agosto, è stata la volta dello spettacolo “A chillo tiempo ch’era viva Vava” dell’associazione culturale “Il Ditirambo”. A fare da scenografia e palcoscenico la Casina Vanvitelliana, perfetta ambientazione per un’opera in costume che racconta le vicende di una nobile famiglia napoletana del ‘700.

 

LA TRAMA – Ma andiamo con ordine. Domenica mattina a farla da padroni erano fulmini, tuoni e pioggia fitta che non hanno scoraggiato gli attori dall’andare in scena, ma neppure un bel po’ di persone dall’assistere ad una piece teatrale nelle splendide stanze del Casino di caccia del Re. Sulmaltempo ad agosto facevano continui riferimenti anche le battute improvvisate di tutti i personaggi dell’opera che richiama un’opera di Gian Battista Basile, i cui protagonisti sono i membri di una nobile famiglia di marchesi napoletani e tutto il loro seguito, alle prese con le sfortune della giovane marchesina che, dal giorno che “ha pigliat po’ cul ‘na vecchia strega” incrociata per strada, in seguito ad un malocchio di quest’ultima, non ha più potuto ridere.

L’IRRIVERENTE PULCINELLA – I marchesi, il medico, i servi, i popolani, tutti proveranno a restituire il sorriso alla giovane, ma invano. Ebbene chi sbroglierà la matassa? Ovviamente un favoloso Pulcinella, interpretato dal giovane Mario Cangiano. Il suo è un Pulcinella sempre affamato e capace di mille furberie pur di accaparrarsi un piatto di maccheroni; è irriverente e sfacciato con tutti, compresi i padroni a cui dà senza mezzi termini del “rimbambito” e della “brutta”, ma anche con il pubblico, continuamente chiamato a partecipare dalle continue imbeccate degli attori.

GLI SPETTATORI COINVOLTI – L’azione, infatti, si svolge in mezzo agli spettatori, che ne diventano parte integrante, prima sotto il porticato della Casina, poi nella splendida sala del piano terra tra gli arredi e la mobilia dell’epoca. Il pubblico non può fare a meno di rispondere, commentare e partecipare ai tentativi dei presenti di allietare la marchesina. A intrattenere i presenti le storielle e gli aneddoti comici e volgari, e la musica con i canti popolari dell’epoca.

IL MEDICO SAPIENTONE – Tutti invocano il medico, i suoi rimedi, la scienza, il genio. E tutti… “ma ij nun o capisc a chist quann parl”, perché il dottore (esilarante l’interpretazione di Franco Iannuzzi) per darsi arie parla un latino piuttosto maccheronico, che poi deve tradurre in napoletano. E alla fine si scopre che quello che dice, con il suo magistrale tono da sapientone, non solo non ha nulla da spartire con la professione medica, masono soprattutto motti di spirito, detti popolari e volgarità varie spesso avulse anche dai discorsi degli altri personaggi. Alla fine il problema che affligge la marchesina sarà risolto, ma in che modo non lo sveleremo.

OTTIMO SPETTACOLO – Ottimo risultato quello raggiunto dall’associazione “Il Ditirambo”, piccolo salto nel nostro passato dove tutto, abiti, movenze, linguaggio, toni, luogo scelto per la rappresentazione; tutti gli elementi erano perfettamente coerenti e in sintonia. Era questo, dunque, il secondo spettacolo previsto dalla seconda edizione di “3 Siti in cerca d’Autore”; per il terzo ed ultimo evento l’appuntamento è, invece, per venerdì 30 agosto alle 20.30, in Piazza A. De Gasperi a Baia, dove il pubblico è invitato a partecipare alla “Tarantella Baiana 2013”.

 

MANUELA L. CUCCURESE

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