Domenico Cammarota è stato arrestato venerdì notte dai Carabinieri di Pozzuoli dopo una rapina ai danni di una coppietta

BACOLI – Pochi minuti prima aveva rapinato una coppietta in cerca d’intimità sulla riva del Lago D’Averno. Con una pistola puntata contro le sue vittime aveva terrorizzato due giovani e dopo averli minacciati si era fatto consegnare da loro smartphone e soldi. Poi si era dato alla fuga, a bordo di un’ auto, nel vicino comune di Bacoli, convinto di averla fatta franca. Ma così non è stato, perchè sulla sua strada Domenico Cammarota, 33 anni, già noto alle Forze dell’Ordine, ha trovato i carabinieri che lo hanno bloccato e arrestato.

RAPINATORE SERIALE? – Il 33enne, residente  in via Marco Aurelio, è stato fermato nella notte di venerdì dai Carabinieri del Nucleo Operativo Radio Mobile e dai colleghi della Stazione di Pozzuoli. L’uomo è ritenuto responsabile di rapina aggravata ai danni di una coppietta. Intanto, mentre sono in corso ulteriori indagini per accertare l’ eventuale coinvolgimento in altre rapine perpetrate nella zona con identico modus operandi, Cammarota è stato trasferito presso il carcere di Poggioreale.

LA RAPINA – Erano alle 24 e 30 quando Domenico Cammarota, alla guida di una Smart, volto travisato con sciarpa e pistola in pugno, si era avvicinato a una coppietta di giovani appartati nei pressi della riva del Lago D’averno costringendoli, sotto la minaccia dell’arma, a consegnare i loro smartphone e 165 euro in denaro contante. Messa a segno la rapina, il malvivente si era poi allontanato verso Bacoli dove veniva notato da Carabinieri che erano in servizio di perlustrazione per il controllo del territorio. Insospettiti dall’atteggiamento dell’automobilista, i militari annotavano la targa della Smart.

RICONOSCIUTO – Ma poco dopo il passaggio dell’auto, alla pattuglia giungeva la notizia dalla centrale operativa di una rapina perpetrata poco prima da un tizio alla guida di una Smart con le caratteristiche di quello incontrato poco prima. A quel punto i militari si mettevano alla ricerca dell’uomo (la cui auto risultava intestata alla sorella) che veniva rintracciato e bloccato mentre faceva rientro nella sua abitazione. Sottoposto a perquisizione, il 33enne veniva trovato in possesso di una pistola scacciacani priva di tappo rosso con una cartuccia a salve nel caricatore, un passamontagna, un berretto tipo baseball, una sciarpa, un martello, due cacciaviti, 65 euro in contante, tre siringhe monouso, 2 dosi di crack e i due telefoni rapinati alla coppietta (che presumibilmente aveva intenzione di vendere a qualche incauto acquirente). “Incastrato” dalla miriade di prove a suo carico, Domenico Cammarota veniva riconosciuto dalle due vittime durante formale individuazione di persona e subito dopo condotto nel carcere di Poggioreale.

GDG