«Rifiuti pericolosi mai rimossi: sull’area ex Sofer l’inerzia del Comune di Pozzuoli» La denuncia di un’associazione
POZZUOLI – «A oltre due anni dal grave incendio divampato il 6 settembre 2023 in un edificio dell’area ex Sofer, a Pozzuoli, i rifiuti combusti sono ancora lì, esposti agli agenti atmosferici, senza che risulti alcun provvedimento per intimare al proprietario la messa in sicurezza del sito. È quanto è emerso da una serie di richieste di accesso agli atti presentate a partire dal 30 marzo 2025 per accertare se, dopo l’incendio, fossero stati effettuati controlli ambientali e sanitari e se fossero state emesse diffide o ordinanze nei confronti dei proprietari dell’area.” fa sapere l’avvocato Claudia Vellusi, associazione Mare Libero Campi Flegrei. “Nel dettaglio, è stato chiesto al Comune se esistessero relazioni di ASL o ARPAC attestanti l’assenza di rischi per la salute pubblica e se fossero stati adottati atti formali per la messa in sicurezza dei luoghi. La risposta del dirigente del settore Ambiente è stata netta: dopo l’incendio non risulta alcun atto adottato dal Comune di Pozzuoli. Nessuna ordinanza, nessuna diffida, nessun intervento. Nel frattempo, l’edificio abbandonato e i rifiuti combusti restano sotto gli occhi dell’amministrazione comunale, come se la situazione fosse priva di criticità.»
LA DENUNCIA – «Tra la documentazione trasmessa – spiega Vellusi – figura anche una nota particolarmente significativa della Polizia Municipale. Già nel 2024 gli agenti segnalavano di aver chiesto agli uffici comunali indicazioni su quale fosse il soggetto competente a intervenire per la messa in sicurezza dell’area, senza mai ricevere riscontro. Nella stessa nota, datata 3 settembre 2024 e firmata dall’allora comandante Mignone, la Polizia Municipale sollecitava un intervento urgente del Comune per intimare ai legittimi proprietari il ripristino dello stato dei luoghi e delle condizioni di sicurezza, allegando anche una visura camerale della società Waterfront Flegreo S.p.A., indicata quale responsabile dell’area. L’ultimo riscontro ufficiale risale al 5 gennaio 2026, quando il nuovo comandante della Polizia Municipale ha comunicato di aver nuovamente segnalato al Comune la situazione per l’eventuale adozione dei provvedimenti necessari a tutela dell’ambiente e per l’eventuale diffida alla messa in sicurezza. Resta un dato difficilmente contestabile: a distanza di anni dall’incendio, e nonostante le segnalazioni interne e le richieste dei cittadini, sull’edificio incendiato ex Sofer non risulta ancora alcun intervento concreto. La domanda, a questo punto, è inevitabile: quanto ancora si dovrà attendere per un provvedimento a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, che avrebbe dovuto essere adottato immediatamente? Possibile che debbano essere i cittadini a sollecitare attività ordinarie? Nel frattempo da 30 anni l’immobilismo assoluto su tutta l’area industriale ex Sofer…nessuna bonifica, nessuna rigenerazione o riutilizzo turistico nessuna procedura contro il privato Waterfront flegreo spa che non ha realizzato quanto era negli accordi.»



























