Pozzuoli si racconta tra mare, vino e cucina al White Chill Out Lungomare – LE FOTO
POZZUOLI – Immaginate di stare seduti ai piedi di una rocca storica, con il mare davanti, il profumo del pesce arrostito al momento nell’aria e un sorso dei Campi Flegrei e del territorio campano nel calice. È da questa immagine che nasce la magia della Live Cooking Experience del White Chill Out Lungomare Pozzuoli. Una sera di giugno, la luce del litorale flegreo, il profilo del Rione Terra alle spalle e quella linea d’acqua che a Pozzuoli porta con sé storie di pescatori, gozzi, reti e partenze all’alba. Il White Chill Out Lungomare ha scelto questo scenario naturale per accogliere stampa, ospiti selezionati e professionisti del settore in un appuntamento dedicato alla cucina dal vivo, alla qualità delle materie prime e alla bellezza dell’ospitalità. La location ha fatto da cornice e da racconto. Ai piedi della parte più storica della città, là dove Pozzuoli conserva la sua anima marinara, la serata ha restituito il senso più autentico del mangiare sul mare: il pesce cucinato davanti agli ospiti, il vino del territorio a scandire le portate. La brigata guidata dallo Chef Alessio Galati ha costruito un percorso mediterraneo, elegante, concreto. Un menu capace di parlare la lingua del mare con tecnica, misura e immediatezza. L’apertura con l’Angolo dell’Ostricaro di Ittica Albi con ostriche servite e aperte al momento, ha dato subito il tono della serata: materia prima protagonista, gesto visibile, freschezza assoluta. Poi la serata si è sviluppata tra preparazioni diverse, tutte legate da una chiara identità marina. “Antipasto Live” con Il Roll bun crostacei, morbido e saporito, ha portato in tavola una lettura contemporanea e piacevole del panino di mare, con un piacevole contrasto tra insalatina misticanza, mayo pepe rosa e crostacei. Il Baccalà alla Sofia, fritto con pomodoro datterino e Parmigiano 24 mesi, ha giocato su sapidità, dolcezza e profondità, con una combinazione intensa e ben calibrata. Il Fish & Chips di tonno ha aggiunto un accento più informale e internazionale, alleggerito dalla qualità del pesce e dalla precisione della preparazione. Suggestivo l’angolo Barbecue con scampi e gamberi alla brace a completare il piatto di antipasti.
IL VIAGGIO – In una serata dedicata al mare, ha trovato spazio anche la proposta sushi dello Chef Romerson Cohelo, con una selezione preparata al momento e pensata per valorizzare la freschezza del pescato attraverso l’eleganza della tradizione giapponese. Un inserimento coerente con lo spirito dell’evento, dove il pesce è diventato filo conduttore tra culture gastronomiche diverse in una selezione di sushi preparata al momento. Tra i passaggi più riusciti, i Tagliolini al battuto di gamberi, burro e limone: un piatto diretto, luminoso, costruito su pochi elementi e su un equilibrio sottile tra grassezza, acidità e profumo. Lo Zito con pescato del giorno e datterini ha riportato la pasta al centro della tradizione campana, con quella naturale capacità di raccogliere il mare e trasformarlo in memoria domestica. Il finale con il Plateau Dolce Vita ha chiuso il percorso con un’impronta scenografica e conviviale, in linea con il carattere dell’evento. Grande attenzione soprattutto agli abbinamenti, curati dal Sommelier Guido Del Vecchio con la collaborazione sapiente e la narrazione “poetica” della sommelier Pina Terrone (AIS Napoli). La scelta è caduta su etichette capaci di dialogare con le portate in maniera perfettamente bilanciata senza appesantirle e in maniera che nessuna risultasse preponderante. Le proposte di Cantine Palazzo Marchesale, Carputo Vini e Cantine Federiciane hanno accompagnato il menu con una lettura territoriale precisa: Falanghina, Asprinio, Spumante Brut e Campi Flegrei Rosso hanno raccontato il paesaggio flegreo attraverso acidità, sapidità, mineralità e freschezza. Menzione speciale meritano in assoluto tra i vini presentati in abbinamento, tre in particolare capaci di dare profondità al percorso gastronomico e di raccontare, ognuno con una propria voce, la ricchezza viticola del territorio flegreo e campano.
L’ESPERIENZA – Il Brianò di Cantine Palazzo Marchesale ha portato in tavola il fascino raro dell’Asprinio d’Aversa, figlio dell’alberata aversana, una forma di viticoltura verticale che appartiene alla memoria agricola più preziosa della Campania. Viti maritate ai pioppi, grappoli raccolti a mano con lo scalillo, gesti tramandati e oggi custoditi come patrimonio italiano. Nel calice si è espresso con limpidezza brillante, perlage fine e persistente, profilo floreale e fruttato, sorso fresco, delicato, sapido, attraversato da quella “croccantezza” e tendenza acida che rende questo Asprinio, un compagno naturale di ostriche, crudi di mare, crostacei e fritture leggere. Con Voce ’e Notte di Cantine Carputo, Falanghina Brut Metodo Classico, il racconto si è spostato verso una bollicina flegrea ampia e gastronomica. I trenta mesi sui lieviti hanno donato maggiore complessità, con richiami fragranti, note agrumate, fiori di campo, sfumature salmastre e una trama gustativa asciutta, fresca, equilibrata. Un vino pensato per dialogare con il mare, con l’unicità di un affinamento subacqueo di dodici mesi nelle acque antistanti il golfo di Napoli. Una bottiglia incredibile che sostiene la delicatezza del pescato, accompagnando le preparazioni più strutturate senza perdere eleganza. Il Flegreo Metodo Classico di Cantine Federiciane ha chiuso idealmente questa piccola trilogia del territorio con una Falanghina in purezza nata da suoli vulcanici dei Campi Flegrei. Giallo paglierino luminoso, una piena fittezza cromatica, effervescenza fine. Al naso profumi intensi, frutto nitido a polpa gialla con accenti agrumati. Un gusto fresco, asciutto, persistente. Una bollicina dal carattere identitario, capace di restituire nel calice la mineralità della terra flegrea e la vocazione marina della serata. A completare l’esperienza, i Signature Cocktails di Luigi Scarmella Bartender, insieme alla cura dell’accoglienza, della mise en place e della direzione stilistica. La collaborazione con Nicola Pezzella Wedding Planner ha dato alla serata un’impronta raffinata, trasformando la cena in un momento di lifestyle, relazione e bellezza condivisa.
LA CONFERMA – La riuscita dell’appuntamento nasce anche dalla rete di collaborazioni che ha sostenuto il progetto: aziende, professionisti, fornitori e realtà del territorio hanno contribuito a costruire una serata corale. Fondamentale il contributo delle realtà legate al mare e alla qualità delle materie prime: Pastai Cacciapuoti, Ittica Albi e Ittica D’Isanto Pozzuoli hanno supportato la valorizzazione del pescato, mentre Magno Food, MARR Home hanno contribuito alla riuscita dell’organizzazione. Tra i dettagli più suggestivi della serata, anche la presenza della Gioielleria Giacobbe di Pozzuoli con il progetto “Legami d’Amore”. Un intervento discreto e simbolico, perfettamente in linea con lo spirito dell’evento: bracciali saldati al polso degli ospiti come segno di un legame destinato a restare, proprio come l’amore quando trova la sua forma più autentica. Doveroso chiudere con il racconto della mente della serata, Nicola Scarmadella, proprietario del White Chill Out Lungomare: “ La Live Cooking Experience è stata la dimostrazione di quanto sia importante fare rete con professionisti e realtà che condividono la stessa attenzione per qualità, bellezza e accoglienza. Vogliamo continuare a raccontare Pozzuoli attraverso eventi capaci di unire il territorio alle eccellenze che lo rappresentano.” Dunque Il White Chill Out Lungomare Pozzuoli conferma così la propria vocazione: essere un luogo in cui la cucina incontra il paesaggio, il vino incontra il racconto e il mare diventa parte viva dell’esperienza. In una città come Pozzuoli, dove la storia guarda l’acqua e l’acqua restituisce identità, una cena all’aperto trova la sua misura più alta quando riesce a restituire il carattere del luogo.
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