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Dopo lo stop per il terremoto, a Pozzuoli ripartono le attività del Tigem

Dopo lo stop per il terremoto, a Pozzuoli ripartono le attività del Tigem
  • Pubblicato23 Ottobre 2026

POZZUOLI – A quasi tre mesi dalla scossa più forte di sempre, i ricercatori del Tigem di Pozzuoli stanno tornano progressivamente nei laboratori dell’ex consorzio Olivetti, in via Campi Flegrei. La ripresa delle attività, organizzata per fasi e con accessi contingentati, sta segnando il ritorno alla ricerca di uno dei principali centri dedicati allo studio delle malattie genetiche rare che rappresenta una vera eccellenza sul territorio flegreo. Finora le verifiche effettuate non hanno evidenziato danni strutturali all’edificio, mentre proseguono gli interventi necessari al pieno ripristino degli ambienti. «Tornare progressivamente nei laboratori significa proseguire programmi e collaborazioni costruiti negli anni e preservare un luogo in cui ricerca, innovazione e formazione si alimentano reciprocamente. In queste settimane abbiamo visto una straordinaria capacità di collaborazione e senso di responsabilità da parte di tutta la comunità del Tigem: è grazie a questa forza collettiva che oggi possiamo guardare con fiducia alla piena ripresa delle attività», dichiara Alberto Auricchio, direttore scientifico del Tigem.

LO STOP –  Nel corso della sua storia l’Istituto si è affermato come punto di riferimento nello studio dei meccanismi biologici alla base delle malattie genetiche, contribuendo allo sviluppo di innovative strategie di terapia genica arrivate fino alla sperimentazione clinica. Dal 2016 coordina inoltre il Programma Malattie Senza Diagnosi di Fondazione Telethon che, attraverso una rete di 22 ospedali pediatrici, ha analizzato oltre 1.000 casi e raggiunto più di 500 diagnosi, offrendo una risposta a centinaia di famiglie. Accanto all’attività scientifica, il Tigem svolge un ruolo centrale anche nella formazione delle nuove generazioni di ricercatori, attraverso programmi di dottorato e percorsi post-dottorato aperti a studiosi provenienti da tutto il mondo. Durante queste settimane Fondazione Telethon ha lavorato per salvaguardare il patrimonio scientifico dell’Istituto e garantire la prosecuzione delle attività, in collaborazione con DeA Capital Real Estate SGR, proprietaria del comprensorio ex Olivetti che ospita il Tigem. Un contributo importante è arrivato anche dalle istituzioni e dagli enti di ricerca del territorio: Università degli Studi di Napoli Federico II, CEINGE-Biotecnologie Avanzate, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e Scuola Superiore Meridionale hanno infatti reso disponibili spazi e infrastrutture a supporto della continuità delle attività scientifiche. Sono inoltre in fase di finalizzazione accordi di collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn, mentre proseguono le interlocuzioni con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) per valutare ulteriori opportunità.

MONTEZEMOLO – «La storia del Tigem dimostra come la generosità dei donatori e la qualità della ricerca italiana possano dare vita a un centro di eccellenza riconosciuto nel mondo. La ripresa delle attività è un segnale di fiducia e continuità per la ricerca sulle malattie genetiche rare e per le persone che attendono nuove risposte dalla scienza. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento all’Università Federico II, al CEINGE e all’Università Vanvitelli per la disponibilità e lo spirito di collaborazione dimostrati in queste settimane. La vicinanza del sistema della ricerca e delle istituzioni è stata fondamentale per accompagnare questa fase di ripartenza. Confidiamo che il dialogo avviato con il CNR possa contribuire ulteriormente a rafforzare le condizioni necessarie alla piena continuità delle attività scientifiche del Tigem» afferma Luca di Montezemolo, presidente di Fondazione Telethon.