Comunali 2027 a Pozzuoli: i numeri portano al ballottaggio, verso lo scontro Manzoni-Figliolia con la terza incognita
POZZUOLI – A pochi mesi dalle elezioni comunali, a Pozzuoli la corsa alla poltrona di sindaco è già iniziata. In testa c’è la coalizione del sindaco uscente Gigi Manzoni, stimata intorno al 26%. Segue l’area che fa riferimento all’ex sindaco Vincenzo Figliolia, intorno al 19%, secondo una simulazione da noi costruita sui risultati ufficiali del 2022 (dati Eligendo, Ministero dell’Interno) e sulle collocazioni attuali delle forze politiche. Non è un sondaggio d’opinione: è un modello che fotografa gli equilibri di oggi che vede più indietro una proposta alternativa ancora in costruzione, intorno al 12-13%: un’area eterogenea che mette insieme pezzi dell’ex maggioranza, esponenti dell’attuale opposizione e nuove realtà civiche. Completano il quadro l’area dei comitati e delle reti civiche, intorno al 6%, e il centrodestra, poco sopra il 2%. Con questi numeri nessuno vincerebbe al primo turno. E chi vince il ballottaggio ottiene 15 seggi su 24 in consiglio comunale: arrivarci, anche per un punto, significa giocarsi il governo della città.
LE VARIABILI – Circa il 7% dei voti risulta ancora non collocato, compresi quelli stimati per il Movimento 5 Stelle, che non ha ancora indicato una scelta. Mentre manca dalla sommatoria (torta nella grafica) il 21.3% che rappresenta un voto non attribuile a candidati e/o coalizioni. A questi si aggiunge Progetto Civico Italia, da poco presente in città. Entrambi siedono al tavolo del campo largo, ma nessuno dei due ha ancora definito la propria collocazione. Spostamenti di questa entità potrebbero cambiare chi arriva al ballottaggio. Resta aperta, infine, la candidatura di Figliolia.
IL CAMPO LARGO – Una variabile può ridisegnare tutto: la scelta del Partito Democratico, che non ha ancora chiarito se sosterrà Manzoni.
Se il campo largo presentasse un proprio candidato sindaco, l’area alternativa potrebbe spostarsi in parte o del tutto su quel nome. Si aprirebbe una corsa diversa, con un nuovo polo in grado di competere per il ballottaggio.
L’INCOGNITA AFFLUENZA – Se le comunali si tenessero insieme alle elezioni politiche, l’affluenza potrebbe crescere in modo significativo rispetto al poco più del 40% oggi ipotizzato dal modello (59% al primo turno del 2022). Con più elettori alle urne contano di più il voto d’opinione e i simboli nazionali, e meno le reti di preferenze dei singoli candidati. In sintesi, a questa distanza dal voto, le alleanze dei prossimi mesi conteranno più dei rapporti di forza attuali.





























