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POZZUOLI/ Pasquale Corsaro morto per una gara clandestina di off-shore: condannato armatore

POZZUOLI/ Pasquale Corsaro morto per una gara clandestina di off-shore: condannato armatore
  • Pubblicato13 Febbraio 2026

POZZUOLI – Pasquale Corsaro morì durante le prove per una gara di off-shore non autorizzata. Trentacinque anni, puteolano, meccanico e collaudatore di catamarani, annegò in seguito al ribaltamento di un natante avvenuto nelle acque al largo di Bacoli, dopo il passaggio di un traghetto di linea che provocò un’onda perturbatrice. E’ quanto emerso dalle indagini condotte dalla guardia costiera di Baia e dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli che ieri hanno portato a una condanna e a un rinvio a giudizio, con l’accusa di omicidio colposo, per i due organizzatori di quella che, di lì a poco, sarebbe stata la sfida tra due bolidi in mare aperto tra Nisida e Bacoli.

LA CONDANNA – Il Gip dell’undicesima sezione del Tribunale di Napoli ha condannato Roberto Lo Piano, 58 anni, di Roma, armatore, proprietario e pilota di uno dei natanti, ad un anno di reclusione. Team manager di una squadra di off-shore, ha patteggiato la pena che è stata convertita in pecuniaria, dopo aver versato alla vedova Corsaro – difesa dall’avvocato Amerigo Russo – una cospicua somma di denaro impegnandosi a versare una ulteriore somma mensile fino al 2037, data in cui le figlie del meccanico morto compiranno 18 anni. E’ stato rinviato a giudizio invece Alfredo Amato, 62 anni, di Napoli, pilota professionista e amministratore legale del Cantiere Navale Postiglione di Bacoli, anch’egli team manager di una squadra di off-shore. La prima udienza del processo è in programma per il 20 aprile del 2026.

LA GARA CLANDESTINA – I fatti risalgono al 27 dicembre di tre anni. Secondo l’accusa fu proprio Lo Piano, in quell’occasione, a chiedere a Pasquale Corsaro, meccanico che aveva provveduto al rimessaggio dei motori fuoribordo di entrambe le imbarcazioni, di condurre insieme a lui nel corso della prova il proprio natante off-shore, pur essendo il 35enne privo della super licenza UIM XCAT obbligatoria, della qualifica di pilota e di qualsiasi esperienza alla guida di mezzi da competizione. Amato e Lo Piano – secondo le indagini – avevano organizzato una gara sulla tratta Nisida-Bacoli da coprire in meno di due minuti, con partenza proprio dal cantiere di Amato, dove si trovavano i due natanti. Prova e gara che non furono comunicate alle autorità competenti, in violazione a tutta una serie di norme che avrebbero dovuto prevedere l’obbligo di delimitazione del campo, l’interdizione alla navigazione commerciale e da diporto, la predisposizione di un servizio di vigilanza esterna al campo di prova e la presenza di mezzi di primo soccorso.