Il Waterfront

POZZUOLI – Dopo le polemiche sulla festa dell’Architettura dedicata al Waterfront, c’è una notizia che se confermata potrebbe dare una boccata d’aria a quanti in città attendono con ansia che il famoso progetto Waterfront porti sviluppo economico in un’area ormai al collasso. Sono giorni che in città si fa sempre più insistente la voce secondo la quale un gruppo di imprenditori edili puteolani starebbe creando un Consorzio di imprese che possa accedere agli appalti per la ristrutturazione e la riqualificazione dell’area ex Sofer.

SECONDO I BENE INFORMATI a giorni ci dovrebbe essere anche l’incontro con il notaio per formalizzare il tutto. Una ventata di aria fresca che potrebbe salvare molte aziende edili puteolane dal fallimento e contribuire a mettere in moto un meccanismo di accelleratore dell’economia in grado di formare posti di lavoro e redistribuire reddito sul territorio. Insomma, gli imprenditori puteolani si starebbero organizzando almeno per evitare che imprese provenienti da altre città impediscano a molti cittadini flegrei di lavorare all’interno del faraonico progetto. Altri particolari dell’operazione tutta puteolana non è dato saperli, ma una notizia del genere anche se non confermata non può che suscitare fiducia da parte del mercato per una società come la Waterfront S.p.a..

Da sinistra Livio Cosenza e Pippo Dalla Vecchia (foto web)

DI COSA SI TRATTA? – Molti però ancora si chiedono cosa è Waterfront, non sapendo che è il nome apparterrebbe di una società per azioni controllata da un’altra società a partecipazione azionaria e cioè “Milano Investimenti”. Detto questo e premesso che l’area, la cui titolarità è in mano ai privati, avrà di sicuro un effetto su tutto il resto della città, così è bene che i flegrei sappiano che la “manovra” in atto nell’area ex Sofer ha radici lontane e protagonisti famosi che dopo decine di anni di disinteresse decidono come per magia di intervenire sulla linea di costa.

Premesso questo i puteolani devono sapere cosa sia  Waterfront S.p.a. ed un quadro estremamente dettagliato lo troviamo in rete ad opera di “La Voce delle Voci” www.lavocedellevoci.it in un articolo di Andrea Cinquegrani del giugno 2010

ECCO COSA C’E’ SCRITTO – “…….Ma passiamo nell’area tra Cuma e Pozzuoli, un tempo animata da vaticini e sibille, oggi in attesa di colate di cemento milionario, primattori ras locali (ma ormai “globalizzati”), politici in rampa di lancio, star nazionali del calibro di un Marco Tronchetti Provera, mister Pirelli, e di un Pier Francesco Guarguaglini, numero uno di Finmeccanica. “Si tratta di un affare gigantesco – raccontano all’ufficio tecnico del comune di Pozzuoli – perchè questo comprensorio è stato sempre nel mirino della speculazione, a partire dal bradisisma del 1983, quando è cominciato l’assalto al centro storico e soprattutto al celebre Rione Terra, dove progettavano addirittura di fare un casinò. Ora siamo alla stretta finale, perché tutto rientra nel maxi piano di Cosenza e C., dall’area Sofer fino a Pozzuoli, dove sono già cominciati i lavori per le prime infrastrutture stradali che collegheranno la tangenziale di Napoli al futuro complesso”

Il Sindaco di Pozzuoli Agostino Magliulo

AL CENTRO DEL BUSINESS UNA SIGLA, Waterfront Flegreo, spa da 500 mila euro di capitale sbocciata a luglio 2006, nel suo scopo sociale «la riconversione e valorizzazione dei centri urbani degradati, delle aree industriali dismesse e delle fasce costiere». Sul ponte di comando, in qualità di amministratore delegato, un puteolano doc, Livio Cosenza, che grazie alle “somme urgenze” di quel bradisisma (e la realizzazione dell’insediamento monstre di Monteruscello, la cosiddetta Pozzuoli bis) trovò il propellente ad hoc per far decollare il suo arcipelago societario, (oggi diventato una vera e propria holding), sponsor d’eccezione i dc Vincenzo Scotti (all’epoca ministro della Protezione civile e dei Beni culturali) e Paolo Cirino Pomicino (altro puteolano doc Agostino Di Falco, alla guida della corazzata del post sima Icla). 

TORNIAMO a Waterfront e altri grandi amici in barca. A presiedere il consiglio d’amministrazione Carlo Bianco, settantetenne, napoletano, figura di spicco nell’organigramma di Pirelli Re, la regina del mattone di casa Tronchetti Provera. A super Marco “chairman”, infatti, si affiancano il “chief executive officer” Carlo Puri Negri (protagonista delle cronache giudiziarie negli incroci Telecom-Pirelli), e i “deputy chairman” Giovanni Nassi e Carlo Bianco, ai quali tiene compagnia come “independent director” Reginald Bartholomew, potente ex ambasciatore Usa in Italia (dopo l’era Foglietta).

NEL CDA DI WATERFRONT, poi, ecco Francesco Alessandro Cosenza (figlio di Livio), Riccardo Marchioro e Costanzo Jannotti Pecci. Altro settantenne, originario di Salo’, Marchioro è uomo tutto chiesa e banca: ex dc, poi pdl, quindi ai vertici della Regione Lombardia, è targato Intesa-San Paolo; nella compagine della Autostrade Lombarde spa (la chiacchierata Bre.Be.Mi.) occupa la poltrona di consigliere proprio in rappresentanza dell’agguerrito gruppo bancario. Mastelliano di lungo corso, dal canto suo, Jannotti Pecci, che snocciola il suo curriculum attraverso una serie di sigle tutte coniugate lungo l’asse alberghi-terme-turismo (Minieri spa, Gestur spa, Terme di Boario, Terme Lucane) che per anni ha avuto il suo epicentro a Telese, la cittadina sannita che annualmente ospita (proprio nella sua oasi termale) la feste del Campanile made in Lonardo-Mastella. Passiamo ai soci di Waterfront.

IL CAPITALE è interamente detenuto da Milano Investimenti, spa con una dote da 520 mila euro. Uffici nel capoluogo lombardo, in via di Porta Nuova, nata nel 2001, la parte del leone nella compagine di Milano Investimenti (364 mila azioni su 500 mila) spetta a Nuova Domitia, storica impresa dei Cosenza. Il resto (tranne una piccolissima fetta che fa capo a Lido srl) e’ appannaggio di casa Bianco, 62 mila azioni per Carlo, 34 mila a testa per i due rampolli, il trentaquattenne Massimiliano e il trentenne Marco.

 E FINMECCANICA? Proprietaria dei terreni Sofer (una sua vecchia controllata, attiva nel ramo trasporti su ferro) per la bellezza di oltre 50 mila metri quadrati, li ha venduti (“a un prezzo molto favorevole per l’acquirente”, sottolineano all’ufficio tecnico di Pozzuoli) proprio a Cosenza, «mantenendo però un 15 per cento delle quote azionarie della società che gestirà il business – viene precisato – nonchè il monitoraggio su tutto il progetto e la possibilità di realizzare un Museo dei trasporti che rievochi i fasti di un tempo». Per i fasti presenti, invece, ci pensano soprattutto a casa Cosenza. La dinasty, infatti, puo’ contare su una presenza da novanta, quella di Giulia Cosenza, onorevole con la casacca del Pdl….” .

ECCO dunque che “La Voce delle Voci” in un questo articolo dettagliatissimo ci dice un bel po’ di cose che non conoscevamo e che forse molti puteolani ancora non conoscono. In virtù di questo enorme spiegamento di forze in campo i puteolani devono stare sereni o si devo aspettare una grande operazione di speculazione immobiliare? Il tempo darà presto una risposta a questi interrogativi.

IL CECCHINO