Il logo dell'associazione "Noi Re(si)stiamo qui"

POZZUOLI –   L’associazione politica “Noi Re(si)stiamo Qui – Pozzuoli” è stata promossa da “figli di questa terra” che si battono per una Pozzuoli diversa, senza paura di “sporcarsi le mani”. Pensiamo che la città, dopo la fallimentare esperienza della Giunta guidata da Agostino Magliulo, debba ora voltare pagina. Le imminenti elezioni amministrative di maggio devono essere, quindi, un’opportunità per un governo locale di svolta, capace di indirizzare le grandi scelte strategiche del territorio verso lo sviluppo e per il futuro delle nuove generazioni.

COERENZA E NON ARITMETICA  –  Pozzuoli ha bisogno di una coalizione elettorale credibile, che assuma l’obbiettivo del “bene comune”, che punti espressamente al governo come strumento di positiva trasformazione della città. Le forze politiche protagoniste dell’opposizione degli scorsi mesi, nelle Istituzioni e in città, hanno una grande responsabilità: provare a vincere, per cambiare le cose. L’unione tra forze politiche e territoriali, pur tra loro diverse, può avvenire solo sui programmi: vivibilità quotidiana, lotta alla camorra, risanamento e riqualificazione dei quartieri e delle periferie, tutela del territorio, integrazione sociale, valorizzazione delle risorse umane locali. A questi bisogni vanno individuate risposte nuove e moderne, che affrontino le grandi questioni legate al progetto Waterfront, al compendio Porto-Rione Terra, al patrimonio pubblico abitativo e immobiliare, alle ricchezze paesaggistiche, con il coinvolgimento e la partecipazione delle categorie produttive e del tessuto sano cittadino. La garanzia per l’attuazione di un tale programma di rinnovamento è la coerenza.

Un momento della conferenza stampa di "Noi Re(si)stiamo qui"

“NO” ALL’UDC –  Riteniamo che l’obbiettivo di allargare la coalizione di centro-sinistra non possa tradursi nell’imbarcare i “soliti noti” (ex consiglieri in cerca di ri-collocazione) o chi ha sostenuto fino all’ultimo l’ex Giunta Magliulo senza mai prenderne le distanze, né prima né dopo lo scioglimento, come il partito “Udc”. Gli “invisibili” devono restare dall’altra parte. I poteri forti devono essere individuati come nemici della città, in quanto portatori di interessi particolari e non collettivi. Non è una questione “ideologica”, ma politica: il percorso del “bene comune”, intrapreso a partire dalla campagna elettorale del 2011, deve essere arricchito e non pregiudicato. Lo sforzo di allargare l’alleanza va invece rivolto alle sensibilità e alle competenze dell’associazionismo locale e di chi era contro Magliulo.

GLI ORIENTAMENTI AL PIU’ PRESTO –  Nei prossimi giorni i dirigenti di tutte le forze politiche di centro e di sinistra (Pd, Idv, Verdi, Sel, Fds) così come i rappresentanti di altri movimenti politici territoriali interessati ad una partecipazione diretta all’appuntamento elettorale, dovranno necessariamente esprimersi per comunicare alla città i propri orientamenti. Noi ci auguriamo che ciò avvenga nella massima chiarezza e valutando bene la prospettiva generale, rifiutando le “corti vedute” di un’alleanza elettoralistica esclusivamente aritmetica o di una presenza nelle Istituzioni che si limiti alla sterile testimonianza del dissenso. Ed è per questa prospettiva generale che “Noi Re(si)stiamo Qui”, associazione politica composta da chi su questo territorio ha deciso di “restare e resistere”, è pronta a dare il suo contributo, verificando le modalità più idonee e concretamente fattibili. Oggi, e in futuro.

CS