Davide Secone

QUARTO – Infestazione da ossiuri in alcune scuole di Quarto, la questione continua a tenere banco sul territorio. Irritati e spaventati anche i genitori degli studenti. «Non è di certo con il superficialismo, la banalizzazione e il pressapochismo che si combatte l’ossiuriasi e la psicosi derivante. Se questo è il contributo scientifico che possono dare gli esperti, possiamo farne a meno. Nessuno vuole speculare politicamente su questa parassitosi ma un documento del genere è imbarazzante», sono le parole del consigliere comunale di opposizione, Davide Secone, al termine di un incontro cui ha partecipato un medico di malattie infettive dell’Asl.

IL DOCUMENTO – Nel documento si accendono i riflettori sull’ossiuriasi, parassitosi intestinale causata da un verme nematode, l’Enterobius vermicularis, noto più comunemente come ossiuro. «I vermi vengono trasmessi anche attraverso abiti non lavati bene, materassi con annesse lenzuola, attraverso il cibo mangiato con le mani sporche, polvere di casa e terriccio – si legge nel testo – . Raccomandare ai bambini di lavare bene le mani asciugare bene e una volta utilizzato il disinfettante e iniziare a strofinare bene per farlo assorbire bene, altrimenti diventa un invito per questi batteri. Sempre in caso di contaminazione lavare bene i giochini grandi e buttare i giochini piccoli, matite, penne, pennarelli colori a matite. Il bambino contaminato può rientrare tranquillamente a scuola dopo 3 giorni, naturalmente dopo aver fatto il dovuto trattamento».

Giuseppe Martusciello

IL MONITO DELL’AMMINISTRAZIONE – In prima linea c’è anche l’amministrazione comunale, targata Antonio Sabino. «È fondamentale rispettare i protocolli suggeriti dai circoli didattici: vi consigliamo un lavaggio accurato e frequente della biancheria; è essenziale porre molta attenzione all’igiene personale e soprattutto ad effettuare accuratissimi lavaggi delle mani – dice il vicesindaco Peppe Martusciello – . Vi preghiamo di non creare allarmismi: l’amministrazione e l’Asl stanno costantemente monitorando la situazione e solo rispettando le buone pratiche suggerite dalle scuole il problema può essere tenuto sotto controllo».