Un tratto di lungomare ricoperto dai rifiuti

Immagini che lasciano senza parole. Raccontano di un’ emergenza divenuta normalità, della “munnezza” parte integrante di un paesaggio. Tonnellate di spazzatura giacciono in uno dei luoghi simboli della movida flegrea, quella via Napoli meta di divertimento fino all’alba. Lungo i marciapiedi, uno accanto all’altro, ristoranti, pizzerie, pub, dall’altra solo munnezza. I profumi delle cucine che si mescolano all’odore acre degli organici che marciscono al sole,  le prelibatezze servite ai tavolini contro le mosche e gli insetti. Dicotomie, contraddizioni di una città che nonostante tutto si sforza a vivere una “normalità” che non esiste.

L’ASSURDA NORMALITA’ – A via Napoli sembra tutto normale: la mattina l’arenile è affollato di gente, ormai ci si incammina verso il cuore della stagione estiva. Qui la costa è stata messa in “vendita” dal comune di Pozzuoli, che attraverso un  bando di gara “assegnerà” la spiaggia. Per ora  è  ancora libera, in tutti i sensi. Si punta alla riqualificazione, ad una via Napoli in stile “Riviera romagnola”. Mentre la gente ieri faceva il bagno in quell’acqua tra il “balneabile” e il “non balneabile” la “munnezza” si cuoceva al sole.  Sembrava un “pezzo” di quel meraviglioso lungomare, l’ultima delle “Grandi Opere” realizzate in terra flegrea. 

Il lungomare “Sandro Pertini” sommerso dai rifiuti

LA RASSEGNAZIONE – Aiuole secche e spazzatura sembravano un tutt’uno: abbandono mescolato a degrado, purtroppo la crisi rifiuti fa passare in secondo piano anche altre responsabilità. Ieri mattina a via Napoli la strada era più stretta, un marciapiedi non c’era, la “munnezza” aveva ricoperto tutto. Ma la giornata trascorreva “tranquilla”, fino a sera, quando i bagnanti lasciavano il posto “a quelli della notte”. E ad altra “munnezza” . Maledetta anche dai parcheggiatori abusivi. Si, perchè la munnezza occupa spazio. “Adda passà a nuttata” è l’unica consolazione, la frase  che rappresenta la rassegnazione di un’intera comunità. Ma questa notte putroppo è lunga, troppo lunga e Pozzuoli ormai è in ginocchio.

GENNARO DEL GIUDICE
foto di ENZO BUONO