POZZUOLI – Il 2016 ha confermato il trend positivo degli arrivi turistici in città, che dal 2012 è sostanzialmente in costante crescita, ma ha fatto registrare, purtroppo, un forte calo sui pernottamenti (presenze), annullando così la progressione positiva degli ultimi due anni. In sostanza, durante l’anno scorso, un maggior numero di turisti è giunto in città rispetto agli anni precedenti, ma è rimasto per meno tempo a dormire nelle strutture ricettive cittadine, alberghiere ed extra alberghiere (campeggi compresi).
La situazione sembra migliorare nel 2017, nei primi 4 mesi sono aumentati infatti sia gli arrivi (+8,46%) sia le presenze (9,86%), rispetto all’analogo periodo del 2016.

I DATI 2016 – Analizzando i dati dell’Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo di Pozzuoli, nel 2016 sono giunti in città 130.667 turisti (94.365 italiani e 36.902 stranieri) ed i pernottamenti sono stati 272.614 (177.995 di italiani e 94.619 di stranieri). Mediamente, dunque gli stranieri hanno dormito in città per più notti rispetto agli italiani (2,6 contro 1,9), preferendo, in ordine decrescente di presenze, i mesi di Agosto, Luglio, Maggio e Settembre, mentre gli italiani hanno optato per Aprile, Agosto, Dicembre e Maggio. Il 58% degli arrivi è concentrato in Primavera ed Estate.
LA TENDENZA – Dai dati a disposizione, purtroppo, non è possibile risalire alla provenienza dei viaggiatori (regione, stato) né ai motivi della visita. Secondo l’ISTAT (dati 2015) a Pozzuoli, vi sono 51 strutture, alberghiere ed extra alberghiere campeggi compresi, 705 camere e 4.190 posti letto. Stando a questi numeri, il tasso di occupazione lordo dei posti letto nel 2016 è stato del 17,8%. Rispetto al 2015, nel 2016 a fronte di un aumento degli arrivi (+6,38%) si è registrato un forte calo delle presenze (-10,21%). Più in dettaglio, è possibile riscontrare che l’aumento degli arrivi riguarda gli italiani (+14%) che però fanno registrare un forte calo dei pernottamenti (-15%), mentre pur essendo diminuito il numero di arrivi degli stranieri (-9,38%) il numero di notti trascorse in città è leggermente aumentato (+0,64%). Facendo un confronto tra il 2016 e il 2012 si nota che gli arrivi in città sono aumentati di 33.460 unità (97.207 nel 2012 e 130.667 nel 2016) mentre l’incremento delle presenze è stato pari a 10.965 notti, facendo registrare così una drastica diminuzione della permanenza media (da 2,7 a 2.1 notti).

LO “SCENARIO” REGIONALE – A livello regionale sono ancora disponibili dati ufficiali relativi al 2016, quindi limitiamo l’analisi al solo 2015 in modo da avere un’idea dello scenario in cui ci si “muove”.
Da uno studio condotto dal Banco Di Napoli si evince che la Campania, è al 7° posto nella classifica nazionale per arrivi (5,3 milioni) e presenze (18,9 milioni) ed è prima nel Mezzogiorno. Oltre il 65% degli arrivi è avvenuto in Primavera/Estate e il soggiorno medio nell’anno è stato di 3,6 notti. La domanda è per lo più interessata al mare (40,1% degli arrivi), alle città in genere (26,2%) e alle località storico-artistiche (25,9%). Tra i visitatori internazionali i più presenti sono stati i britannici, seguiti dai tedeschi, statunitensi e francesi, mentre tra i connazionali ci sono i campani, seguiti dai molisani, lombardi e marchigiani.
La prima città campana per numero di presenze è stata Napoli con circa 2,9 milioni, seguita da Sorrento con 2,2 milioni, Forio con 1,3 milioni ed Ischia con 1,2 milioni.

L’IMPOSTA DI SOGGIORNO – Ad oggi, secondo il Servizio Politiche Territoriali della UIL sono 649 i Comuni che applicano l’imposta di soggiorno. Può essere istituita dai Comuni capoluogo di provincia, dalle unioni di Comuni, nonché dai Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte.
Ogni Comune può autonomamente decidere la tariffa (da 1 a 5 euro), modularla in base alla durata e al tipo di struttura ricettiva e applicare esenzioni e/o “agevolazioni”. La tassa di soggiorno è destinata, per legge, a finanziare gli interventi in materia di turismo compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali, nonché i servizi pubblici locali. Il Comune di Pozzuoli non ha istituito questo tributo, ma se lo facesse, facendo ad esempio riferimento ai pernottamenti 2016 e considerando una tariffa media di 1€ a notte, potrebbe incassare 272.614€ da utilizzare per migliore l’offerta culturale e turistica della città. Si tratta ovviamente di una scelta politica da ponderare con attenzione insieme agli operatori del settore, che almeno a livello nazionale non vedono di buon occhio l’imposta.