Un treno della sepsa

CAMPI FLEGREI – Aumento del prezzo del biglietto Unico ed introduzione dei titoli di viaggio per singola azienda ad un livello tariffario più basso. Queste sono in sostanza le due novità, che troveranno a partire dai prossimi giorni gli utenti che usufruiscono abitualmente del trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda l’aumento delle tariffe UnicoCampania, diversi giorni fa l’assessore regionale al ramo Sergio Vetrella attraverso il suo blog, aveva escluso qualsiasi possibilità in merito affermando che “ non esiste alcuna possibilità che la Regione, ente di programmazione in materia tariffaria, avalli tali richieste, le quali contrastano con gli inderogabili livelli tariffari massimi stabiliti con delibera n. 963 del 30/12/2010. Dunque nessun aumento si prospetta all’orizzonte”.

GLI AUMENTI – Delibera quest’ultima che introduceva appunto i livelli tariffari massimi per i diversi titoli di viaggio, contenenti aumenti fino ad un massimo del 20% (tariffe attualmente in vigore ndr). Nella stessa delibera, per giustificare l’introduzione dei livelli tariffari massimi, si faceva riferimento all’art.39, comma 1, della legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1, secondo il quale “le tariffe per il trasporto pubblico di interesse regionale e locale sono, all’inizio di ogni anno, automaticamente adeguate secondo il meccanismo del price cap e comunque in misura non inferiore al tasso programmato di inflazione per l’anno di riferimento”, articolo questo che è stato preso in considerazione dal Consorzio UnicoCampania, in controtendenza con quanto dichiarato da Vetrella, per attuare, a partire dal 1 Aprile, gli aumenti del biglietto Unico. (Qui le nuove tariffe http://www.unicocampania.it/uploads/testistatici/Schematariffario.pdf)

IL MOTIVO DI UNA SCELTA – È molto probabile che la scelta attuata dal Consorzio UnicoCampania sia in realtà motivata dall’introduzione del titolo di viaggio per singola azienda, che verrà a costare il 10% in meno rispetto al ticket Unico. Una conferma in questa direzione viene anche dal fatto che in base a quanto si legge nell’art.39, comma 1, della legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1, gli aumenti dovrebbero essere posti in essere all’inizio di ogni anno, situazione questa però non verificatasi lo scorso anno.

PROFONDO ROSSO – Proprio per consentire alle aziende del TPL di poter migliorare la propria situazione economico-finanziaria, si è deciso di ripristinare il ticket aziendale affiancandolo a quello Unico. Infatti, l’unificazione tariffaria, a differenza della tariffazione aziendale i cui ricavi sono propri dell’azienda che presta il servizio di trasporto, presenta da sempre il problema di individuare un meccanismo che consenta di ripartire in maniera adeguata i ricavi tra le aziende facenti parte del consorzio. Un meccanismo potrebbe essere quello dei costi operativi, ovvero attribuire una quota di ricavi più alta a quelle aziende di maggiori dimensioni e dunque con costi più alti oppure quello di distribuire i ricavi tra le aziende in relazione ai passeggeri che vengono trasportati. Criterio quest’ultimo più opportuno ma nel contempo anche più complesso se si pensa alla difficoltà di stimare in maniera precisa i passeggeri che giornalmente usufruiscono dei mezzi del trasporto pubblico, soprattutto in quei casi in cui autobus e stazioni ferroviarie, fanno registrare l’assenza di strumenti che possano consentire la rilevazione. Proprio per cercare di eliminare tale inconveniente, dall’assessorato ai trasporti fanno sapere che l’introduzione del ticket aziendale “rappresenta una misura transitoria, in attesa di introdurre il nuovo sistema di tariffazione basato sull’uso di smart card elettroniche, che consentirà alle aziende di incassare direttamente l’importo relativo alle singole tratte rientranti nel sistema integrato oltre che di avere l’esatta conoscenza del numero di viaggiatori in transito sulla rete regionale”.

GENNARO VOLPE