Il tratto di A16 dove è avvenuta la tragedia

AVELLINO – Sono tre gli indagati nell’inchiesta della Procura di Avellino per la tragedia stradale sulla A16 che domenica sera ha portato alla morte di 38 persone. Uno è Gennaro Lametta, titolare dell’agenzia titolare del pullman e fratello dell’autista Ciro Lametta, anche lui perito nel tragico incidente mentre gli altri due finiti sul registro degli indagati sarebbero due dipendenti della Società Autostrade. “Concorso in omicidio plurimo e disastro colposo”: è questa l’potesi di reato che grava sulla testa dei tre indagati. Ma le indagini portate avanti dal Procuratore di Avellino Rosario Cantelmo potrebbero presto portare a nuovi iscritti sul registro degli indagati.

 

LE INDAGINI – Sono due gli aspetti al vaglio degli inquirenti in queste ore: lo “stato di salute” del bus precipitato giù dal viadotto e i “new jersey”, i blocchi posti a lato della carreggiata finiti giù nel viadotto insieme al mezzo. Il bus guidato da Ciro Lametta con a bordo 48 persone risaliva al 1995 ed era stato re-immatricolato nel 2008. Il mezzo, prima del fatale impatto, nonostante i quasi 900 mila chilometri aveva superato diverse revisioni. Ciò che gli inquirenti intendono stabilire, tra le altre cose, è se i pezzi ritrovati lungo la carreggiata (pare siano componenti di “trasmissione”) si siano staccati a seguito degli urti in cui è rimasto coinvolto il mezzo o se siano finiti sulla carreggiata a seguito di un cedimento strutturale. Da stabilire anche l’idoneità dei blocchi di cemento posti ai lati della carreggiata autostradale e in particolar modo l’altezza e l’ancoraggio all’asse viario.