Il 28 luglio un autobus è precipitato dal viadotto dell'A16 a Monteforte Irpino (foto dal web)

POZZUOLI – Cinque milioni di euro, tanto vale la tragedia di Monteforte Irpino, tanto vale ogni vita spezzata quel 28 luglio sul viadotto di Acqualonga quando un autobus, precipitando, ha causato la morte di 40 persone.  «È uno scandalo che il massimale previsto dall’assicurazione del pullman precipitato dal viadotto sull’A16 fosse solamente di 5 milioni di euro totali», questo il commento di Ermes Trovò, amministratore di Studio 3A, società di infortunistica stradale che segue i familiari di alcune delle vittime della tragedia dello scorso luglio, a seguito della scoperta effettuata nel corso delle ricerche documentali in favore dei propri assistiti.

5 MILIONI PER MORTI E FERITI – In buona sostanza, si tratta di 5 milioni di euro da dividere tra i familiari delle 40 vittime e tra i 9 feriti, somma a cui vanno  detratte spese e consulenze. Divisioni ancora non quantificabili, denaro, che per i feriti, va distribuito in base ad alcuni parametri: danno fisico, danno biologico, morale e psicologico. «E’ una vergogna pensare che i famigliari delle vittime  – aggiunge Luigi Cipriano, presidente di Aneis, Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale – vengano risarciti con pochi spiccioli, oltretutto in tempi biblici causa una giustizia lenta ed approssimativa, incapace di individuare con rapidità le responsabilità e di punire i colpevoli commisurando le pene alla gravità dei reati.  Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, calpestando la dignità dell’uomo e quei valori che la Costituzione dovrebbe tutelare».

STESSA CIFRA ANCHE SE IL BUS FOSSE STATO PIENO  – La questione è stata rilevata con l’avvocato Andrea Piccoli, consulente di Studio 3A e legale di parte civile nel procedimento penale. «Non è concepibile ne tollerabile che la legge italiana consenta alle compagnie assicurative massimali tanto  ridicoli per mezzi che possono arrivare a trasportare 90 e più persone  continua Ermes Trovò – il risultato di tanta inadeguatezza è che alle famiglie che hanno perso i loro cari potrebbe non essere che risarcita una somma irrilevante se paragonata alla scomparsa subita. Per questo motivo Studio 3A auspica che le indagini della Procura di Avellino possano quanto prima far luce sulle responsabilità oggettive non solo dell’azienda di trasporti ma anche di Autostrade per l’Italia».

VICINANZA AI PARENTI – Anche Ania, Associaizone nazionale infortunistica stradale, nell’esprimere la propria vicinanza al dolore delle famiglie delle vittime dell’incidente, ha ribadito la «necessità di aumentare, per gli autobus, gli importi minimi di copertura assicurativa prevista in caso di incidente». E aggiunge: «La situazione è particolarmente delicata perché il pullman era assicurato per un massimale complessivo pari a 6 milioni di euro che, considerate le dimensioni dell’evento, non sarà sufficiente a coprire l’intero ammontare dei danni. Il resto dovrà essere pagato da coloro che verranno ritenuti responsabili dell’incidente».

DONAZIONE AL FONDO PRO VITTIME – «Tenuto conto dell’eccezionalità dell’evento e della particolare situazione di necessità delle famiglie delle vittime – conclude infine l’Ania – il mercato assicurativo ha dichiarato la propria intenzione di partecipare con una donazione all’iniziativa avviata dal Comune di Pozzuoli, con la costituzione del “Fondo di emergenza pro vittime di Monteforte” per sostenere i nuclei colpiti dalla tragedia e rimasti senza sostegno economico».

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