La cava sequestrata in via Mercato di Sabato a Cappella (foto FreeBacoli)

 BACOLI – “Dalla speranza di un percorso ciclopedonale che congiungesse le realtà di Cappella Vecchia e di Monte di Procida, ad un presente ricco d’incertezze, caratterizzato dal forte timore di ritrovarsi dinanzi ad una cava da bonificare”. E’ questo il messaggio che una delegazione di cittadini di Bacoli e Monte di Procida ha indirizzato al sindaco montese Franco Iannuzzi lo scorso 18 marzo attraverso un documento protocollato, oltre che al primo cittadino, anche all’Ingegnere Marasco e all’Architetto Riano, all’assessore ai Lavori Pubblici e al Presidente della Commissione Speciale “Mari e Laghi” per avere delucidazioni in merito all’avvenuta bonifica della cava di via Mercato di sabato a Cappella.

LA RICHIESTA UFFICIALE AL SINDACO – “I sottoscritti cittadini – si legge nel documento – in riferimento ai lavori della passeggiata che parte da Cappella, attraversa e poi passa per i luoghi suggestivi e panoramici mozzafiato di Monte di Procida e arriva nella altrettanto suggestiva località di Acquamorta, sulla scorta della denuncia che il titolare della ditta OM Costruzioni, impresa esecutrice dei lavori, inoltrò al Comune per il tramite della Stazione dei Carabinieri di Monte di Procida circa la presenza di amianto e rifiuti anomali nel cantiere di Cappella, si CHIEDE se ad oggi, a distanza di oltre 2 anni, sono stati effettuati tutti gli interventi di BONIFICA del sito”

AREA SEQUESTRATA – L’area, su cui dovevano sorgere dei giardini ed un teatro, entrambi finanziati con i fondi POR 2000/2006, lo scorso anno fu posta sotto sequestro giudiziario, attraverso l’apposizione di sigilli, dal comandante della stazione dei Carabinieri di Monte di Procida, Giuseppe Perna, e ad oggi ancora attende specifici interventi di carotaggio e di eventuale bonifica.

SILENZIO – In tale ottica dal Comune di Bacoli, il cui confine con la cava cappellese (lato Monte) è di soli pochi metri, i consigliere comunali d’opposizione Adele Schiavo e Josi Gerardo Della Ragione hanno chiesto il 10aprile scorso al sindaco Ermanno Schiano d’interessarsi della vicenda, collaborando con il collega dell’altro comune flegreo in vista di una pronta risoluzione del problema, informando successivamente l’assise consiliare e la città dei risultati ottenuti.  Ma, a tre mesi dallo sprone, gli stessi rappresentanti consiliari, in assenza di risposte, hanno protocollato un’ulteriore nota di sollecito, indirizzandone i contenuti anche all’attenzione di Procura della Repubblica, NOE, Arpac, ASL e del Procuratore Aldo De Chiara.

ANGELO GRECO
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