Vincenzo Iacono

POZZUOLI –  Un’indagine sullo sfondo di una storia che spezza il cuore. Martedì mattina Vincenzo Iacono poteva trovarsi in quella fabbrica? La struttura era veramente sicura? Sono le domande che in queste ore stanno ossessionando familiari, amici e conoscenti degli operai morti nel terremoto tra i quali c’è il 36enne di Pozzuoli. “Purtroppo BBG srl e la città di Mirandola sono state colpite duramente dal terremoto la notte del 20 maggio 2012 – si leggeva sul sito ufficiale dell’azienda  all’indomani del primo sisma –  La nostra azienda ha subito danni che non sono ancora stati classificati dalla protezione civile. Al momento non siamo in gradi di dare ulteriori informazioni. Aggiorneremo le news appena possibile”. Poi dopo circa una settimana la nuova news, tutto era regolare, le attività riprendevano e di conseguenza i dipendenti potevano ritornare al lavoro “Siamo lieti di comunicare a tutti i clienti e fornitori che la nostra azienda potrà ricominciare la propria normale attività lavorativa da lunedì 28 maggio 2012”.

Le palazzine del "lotto 4" di Monterusciello

GLI INTERROGATIVI –  Probabilmente i controlli avevano dato esito positivo, la struttura era agibile. Ma gli esperti forse non avevano fatto i conti con il destino:  martedì Mirandola era l’epicentro di un sisma di intensità pari a 5.8 gradi della scala Ricther. Vincenzo. Iacono mentre altri due colleghi finivano sotto le macerie riusciva in un primo momento a scappare Poi giunto quasi sull’uscio del capannone il destino gli voltava le spalle: a colpirlo mortalmente era una trave che si staccava dalla struttura portante. E la BBG che si sbriciolava su se stessa. Inutile  i soccorsi, per il 36enne non c’era nulla da fare. “Perché riaprire quella fabbrica?” Risposte che ora sono dovute ai familiari dei 3 dipendenti della BBG, ai genitori, alla moglie e alle figliolette di Enzo Iacono, uno dei tanti giovani emigrati al nord alla ricerca di un futuro migliore che Pozzuoli, Napoli e tutto il Meridione non sono in grado di offrire.

FUNERALI FORSE INIZIO SETTIMANA PROSSIMA – La sua salma dovrebbe giungere a Pozzuoli all’inizio della settimana prossima quando saranno celebrati i funerali. Intanto il quartiere di Monterusciello, dove Enzo (come lo chiamavano tutti) era cresciuto, sembra essere coperto da un alone di tristezza. Si, perché la storia di questo 36enne è una storia che spezza il cuore. E’ la storia di un grande lavoratore, di un ragazzo serio e di un padre diligente che dopo il sisma di 12 giorni fa era tornato nella sua città per evitare che le sue figliolette e che la moglie Alessandra vivessero anche un solo attimo di quel pericolo insito in quella terra. Poi arrivò la chiamata, si doveva tornare al lavoro, nonostante un’Emilia Romagna in ginocchio. E lui da onesto lavoratore non si è sottratto al suo dovere. Per sé, per la moglie, ma soprattutto per le sue amate figliolette.

GENNARO DEL GIUDICE