POZZUOLI – Sono entrambi di Pozzuoli ed accusati di tentata estorsione, sostituzione di persona, diffamazione aggravata e morte come conseguenza di altro reato.  Ed ora, nei loro confronti è arrivata una richiesta di risarcimento da 900mila euro. Si tratta dei 23enni G.D.B. ed E.I., indagati dopo il suicidio di una donna a seguito della pubblicazione su Facebook di alcune foto che la ritraevano in atteggiamenti osé.

MADRE DI DUE BAMBINI – A riportarlo è La tribuna di Treviso, che racconta della vicenda che ebbe un terribile epilogo nel gennaio del 2015, quando la donna di impiccò. Era di Castelfranco Veneto ed aveva 40 anni, sposata con due figli piccoli. Venne contattata da un certo Fabio Schiavone – profilo poi rivelatosi falso – di una fantomatica Technology Shop Italia. Da un’offerta per l’acquisto di due smartphone, nacque poi una vera e propria amicizia virtuale tra i due, fino alla richiesta di foto osé esaudita dalla donna.

IL PRESUNTO RICATTO – Secondo le indagini, dopo poco iniziarono i ricatti: per evitare la pubblicazione delle foto, la 40enne avrebbe dovuto versare 2mila euro. Ma di soldi la donna non ne aveva, e gli scatti finirono in rete. Poco dopo la donna si suicidò per la vergogna. Dietro a quel profilo falso si sarebbe celato G.D.B. che avrebbe agito con la complicità della fidanzata E.I. I legali di famiglia della donna ammazzatasi hanno chiesto, come detto, 900mila euro di risarcimento. I due puteolani sono stati rinviati a giudizio nel marzo scorso.