Lino Cannavacciuolo e Teresa De Sio sul palco di Upendo Live

NAPOLI – Upendo, in lingua swahili significa amore e ieri alla Casa della Musica di Napoli ha trionfato l’amore per l’Africa e sopratutto l’amore per ciò che Franco Testa e la sua associazione “Africa in Testa” stanno facendo per il continente nero. Un bagno di folla per gli artisti che hanno donato la loro opera per “Upendo live”, in oltre 2300 sono intervenuti ieri sera al concerto di beneficenza organizzato Franco Testa ed i suoi. Visibilmente emozionato all’apertura dello spettacolo Frano Testa che ha tenuto a sottolineare come sono i piccoli gesti quotidiani che possono realizzare grandi cose «Qusta sera siamo oltre 2000, se a fine mese cacciassimo 2€ (la quota di iscrizione all’associazione Afroca in Testa ndr) a fine anno avremmo quasi 50.000€ da investire». Il ricavato della serata servirà a finanziare la costruzione di un villaggio per 80 bambini orfani, uno dei tanti progetti che Franco Testa ed i suoi stanno mettendo su nel continente nero.

LA SERATA – A prestare la loro arte sono stati il violinista puteolana Lino Cannavacciuolo e la sua band, Lina Sastri, M’barka Taleb e non ultimo Vincenzo Salemme che ha aperto la serata tra le lacrime di commozione di Franco Testa. Dopo il famoso attore di Bacoli è stata la volta del violinista puteolano che ha deliziato la platea con virtuosismi d’autore, gli altri ospiti hanno accompagnato poi l’esibizioni di Cannavacciuolo arricchendo uno spettacolo già delizioso. Due ore intense di musica e delle immagini dell’Africa che giravano alle spalle degli srtisti. Sebbene si fosse in terra napoletana, ieri Pozzuoli ha risposto presente alla solidarietà.

FRANCO TESTA«Ieri sera mi sono emozionato oltre 2300 persone persone mi hanno riempito il cuore – è ancora emozionato questa mattina Franco Testa – La cifre precisa di quanto raccolto è ancora da calcolare ma possiamo già dire che non sarà meno di 20.000€. A maggio ripartirò per portando con me un po’ di soldi per i nostri progetti e un po’ di speranza in più, abbiamo compiuto un passo ne faremo di nuovi».

ANGELO GRECO