Nella fabbrica venivano prodotte 2mila paia di scarpe a settimana (foto corrierematese)

PONTICELLI –  I finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, nell’ambito del dispositivo di contrasto al fenomeno della contraffazione marchi, hanno individuato una fabbrica clandestina di scarpe Hogan contraffatte. A seguito di una intensa attività di intelligence, i finanzieri hanno effettuato un accesso all’interno di un capannone nel quartiere Ponticelli, a Napoli interrompendo una vera e propria attività industriale che utilizzava 17 sofisticati macchinari con un elevato grado di precisione e con una capacità produttiva settimanale di circa 2000 paia di scarpe.

IL BLITZ –   All’interno del capannone, di oltre 150 metri quadrati, i militari hanno trovato 10 persone intente a produrre scarpe Hogan contraffatte tra le quali: due minori di anni 16, due donne di cui una al 2 mese di gravidanza ed una persona portatrice di handicap – sordomuta – che percepivano settimanalmente 100 euro per circa 40 ore di lavoro. I militari all’atto dell’intervento, hanno dovuto chiudere tutte le possibili vie di fuga, preparate ad arte per essere utilizzate in caso di operazioni delle forze di polizia, riuscendo a bloccare i lavoratori.

IL SEQUESTRO –  Sono stati sequestrati oltre 6.000 articoli contraffatti utili alla produzione ed al confezionamento delle calzature, circa 60.000 articoli dello stesso tipo sui quali non era ancora stato apposto il marchio ed 1 clichè di ottima fattura, idoneo ad una fedele riproduzione del marchio Hogan. Il responsabile ed organizzatore dell’attività, individuato dopo poche ore, è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

LA COMPRAVENDITA –  Inoltre, la Guardia di Finanza si ricorda, infine, che, ai sensi della legge 99/2009, chi acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 7.000 euro.