Il Rione Terra di Pozzuoli

POZZUOLI –  Si attenuano le speranze di riprendere i lavori al Rione Terra di Pozzuoli per gli oltre 60 operai del “Consorzio Fi.Pa” e i circa 50 della “Igeca SPA”.  Dal 18 ottobre giorno dell’incontro in Regione ad oggi ancora un nulla di fatto, dopo le rassicurazioni su un piano di ripresa dei lavori mai attuato. La doccia fredda è giunta lo scorso 22 dicembre quando al rappresentante della FILLEA – CGIL Vincenzo Scuteri andato in sede per chiedere  la rotazione dei lavori gli veniva fatto presente dai vertici del Consorzio che in mancanza di comunicazioni dalla Regione Campania il cantiere chiuderà il prossimo 30 dicembre.

NOTIZIA  che ha subito preoccupato e  messo in stato di agitazione gli oltre 100 operai che lavoravano all’opera ormai ventennale sull’antica rocca della città di Pozzuoli.  «Siamo in attesa degli impegni presi dall’assessore Nappi e di coloro che parteciparono e ci diedero garanzie durante l’incontro del 18 ottobre – spiega il rappresentante sindacale – Ma da allora è ancora tutto fermo. Prima di Natale ero andato a chiedere un po’ di rotazione lavorativa per integrare qualche ora di lavoro con le 800 euro di cassa integrazione ma mi hanno detto che era tutto inutile visto che il 30 chiuderà il cantiere e se la Regione non dovesse intervenire ad Aprile partiranno tutte le procedure di mobilità. Siamo pronti a nuove proteste, non possono buttarci così in mezzo a una strada».

Un gruppo di lavoratori del Rione Terra

PREOCCUPAZIONE –  Una situazione che ritorna a farsi preoccupante per i lavoratori dopo la schiarita del 18 ottobre scorso quando fu scongiurato il licenziamento per gli oltre 100 lavoratori finiti in cassa integrazione con scadenza 26 ottobre. La fumata bianca giunse dopo un incontro nella sala Giunta della Regione Campania a Palazzo “Santa Lucia” alla quale presero parte l’assessore al Lavoro Severino Nappi nella qualità di coordinatore della Cabina di Regia per la gestione delle crisi e dei processi di sviluppo della Regione, l’assessore ai Lavori Pubblici Edoardo Cosenza, l’allora sindaco di Pozzuoli Agostino Magliulo, i rappresentanti del Consorzio Rione Terra Sergio Fiore, presidente, e Oreste Cardillo e i rappresentanti sindacali.

UN PIANO MAI PARTITO –  Le parti concordarono sulla necessità di preservare il patrimonio di professionalità rappresentato dagli addetti ai cantieri. In tale prospettiva, il concessionario delle opere, anche per conto delle altre imprese addette alle attività, s’impegnò a revocare la procedura di licenziamento collettivo. Il concessionario dell’opera s’impegnò ad avanzare richiesta di cassa integrazione ordinaria per 13 settimane prorogabili, fino ad un massimo di 52 settimane ove necessario. In questo lasso di tempo  tutti i lavoratori sarebbero poi stati reintegrati fino ad entrare a pieno regime entro il termine massimo di 52 settimane. Nel frattempo la Regione Campania avrebbe dovuto convocare  un tavolo tecnico col Comune di Pozzuoli, il concessionario e gli altri enti interessati al fine di individuare le opere da farsi. Ma da allora un nulla di fatto, e per gli oltre 100 operai ricompare l’incubo dei licenziamenti che dal 2012 potrebbero ritrovarsi i cancelli del Rione Terra chiusi.

GENNARO DEL GIUDICE
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