POZZUOLI – A meno di 24 ore di distanza dalla segnalazione alle autorità della carcassa di delfino sulla spiaggia di Licola, l’ASL è intervenuta per la rimozione, come attestato da un post, corredato di foto, comparso sulla pagina “Licola Mare Pulito”. Ma non è tutto. A causa delle polemiche susseguite al primo video postato dallo staff della pagina, si è ritenuto necessario fare luce sull’accaduto, postando nuovo materiale che facesse un po’ di chiarezza.

IL NUOVO VIDEO – Domenica pomeriggio, dopo qualche ora dall’intervento operativo dell’ASL, è, infatti, stato postato il video originale del ritrovamento del delfino, morto già tempo prima, il cui corpo era stato avvistato in mare da un cittadino che transitava in barca. Dal filmato appare lampante sia lo sgomento e il dispiacere per la triste scoperta, sia la buona fede di portare a riva l’animale per farlo, poi, rimuovere da chi di dovere.

CONCLUSIONI – Era quindi giusta l’ipotesi di chi sosteneva che il delfino non si fosse, effettivamente, spiaggiato sulla riva del litorale da solo, ma il resto delle speculazioni erano infondate: probabilmente il timore dell’assenza dell’assicurazione ha fatto prendere decisioni avventate a chi, però, ha agito con coscienza e buona fede, come si evince dall’ultimo video postato. Ora si attendono solo i risultati degli esami che si svolgeranno sul corpo dell’animale; in tanti sono a pensare che la causa del decesso sia da imputare alle ferite riportate, dovute, quasi sicuramente, all’utilizzo, da parte dei pescatori, di reti a strascico, tant’è che un utente ha commentato la faccenda così: “Noi pescatori da riva abbiamo fatto tantissime telefonate alla capitaneria per denunciare proprio il fatto che di notte, e anche di giorno, ci sono tantissime barche di professione che vengono a mettere le reti a 30 mt e lanciano botti in acqua per indurre i pesci a scappare, facendoli rimanere impigliati nelle reti, ma da anni nessuno se ne frega e poi succedono queste cose. Mi dispiace dirlo, ma qui in Italia deve succedere prima il morto e poi forse s’inizia a parlarne“.